Allegri l’ha già annunciato, Cristano Ronaldo in qualche occasione resterà a riposare. Panchina, tribuna, comunque lontano da quel campo che finora l’ha visto sempre timbrare il cartellino. Se sarà una scelta giusta o sbagliata lo dirà il tempo, per ora limitiamoci a mettere in fila alcune considerazioni, basandoci anche su quella che è stata la gestione del portoghese nell’ultimo anno al Real Madrid. Una certezza: a febbraio, il 5, Cristiano compie 34 anni. Gioca ininterrottamente da quando ne aveva 17. Una sensazione: non può reggere questi ritmi - ed essere allo stesso tempo il fuoriclasse che fa la differenza - per tutta la stagione e in un campionato logorante come la serie A (con la finestra Champions che si riapre a febbraio).

Andiamo a vedere qualche dato statistico. CR7 quest’anno con la Juventus ha giocato 21 partite ufficiali, 16 in campionato e 5 in Champions. Ha saltato solo l’andata con lo Young Boys (era squalificato) e circa un’ora di gioco con il Valencia, gara in cui venne appunto espulso. In serie A ha saltato soltanto 10 minuti, gli ultimi controlla Fiorentina, a risultato già acquisito. L’anno scorso i suoi numeri col Real sono stati questi: 27 partite giocate su 38 nella Liga, 13 su 13 in Champions, torneo in cui non ha saltato nemmeno un minuto di gioco. Zidane spesso e volentieri l’ha risparmiato. Per dire: in Copa del Rey Cristiano non si è mai visto: il Real - uscito ai quarti con il Leganes - non l’ha mai utilizzato (e mai è stato convocato). Nella Liga ha saltato le prime quattro giornate per una squalifica pregressa, poi ha giocato 20 partite da titolare (tre volte sostituito) da fine settembre a metà febbraio. Da fine febbraio a fine maggio, con la Champions che riapriva i battenti, il fuoriclasse portoghese ha saltato 7 partite su 15, la metà. I motivi? Più che altro la volontà di risparmiarlo, qualche acciacco, nel finale di stagione l’infortunio alla caviglia, prima della finale contro il Liverpool. La gestione di Zidane è stata premiata in Champions (vinta dal Real) ma non ha trovato riscontro nella Liga (vinta dal Barcellona, con il Real terzo a -17 dai rivali). Un anno fa, proprio di questi tempi, dall’entourage dei Blancos era stata fatta circolare la notizia di un Cristiano con un’età biologica paragonabile a quella di un calciatore di 23 anni, conseguenza (anche) di una massa grassa inferiore alla media dei colleghi (la sua del 7%, quella della maggioranza dei colleghi si attesta sul 10%) e di una massa muscolare superiore. la professionalità, la dedizione alla causa, i sacrifici cui si sottopone e la cura del fisico non sono messi in discussione: in questo senso CR7 è un professionista esemplare, da prendere a modello. Ma l’età che avanza non si può dribblare. Bisogna saperla assecondare, gestire. Zidane all’epoca gli disse: «Se accetti di riposarti di volta in volta e di rinunciare ad alcune partite, allungherai la tua carriera per diversi anni». Suggerimento che ora fa suo anche Allegri. Per il bene di Cristiano, per il bene della Juventus.