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Un anno dopo, è davvero finita tra la Juventus e Massimiliano Allegri. Ieri è scaduto ufficialmente il contratto che legava l'allenatore ai bianconeri, un cavillo puramente tecnico che però segna idealmente un'altra scadenza: si è concluso l'anno sabbatico preso dopo i cinque scudetti consecutivi e le due finali di Champions League conquistate a Torino, è tempo di guardare al futuro e lanciarsi in una nuova avventura. Ma dove?
LE IPOTESI - Non sono molte infatti le grandi panchine europee ad essere rimaste senza padrone, specie quelle accostate ad Allegri negli ultimi mesi, come ad esempio il Bayern Monaco che ha deciso di proseguire con Filck visti gli ottimi risultati ottenuti. Anche la pista Premier League si è drasticamente raffreddata: solide le posizioni di Mourinho (Tottenham), Lampard (Chelsea) e Solskjaer (Manchester United), mentre il Newcastle ha dato priorità ad altri nomi per la successione di Steve Bruce. Suggestive le ipotesi circolate negli ultimi giorni e che vorrebbero Allegri come uno dei candidati alla panchina del Barcellona con Quique Setién sempre più in bilico, o ancora come candidato per un ritorno al Milan in caso di cessione da Elliott ad Arnault. E allora non resta che guardare in Francia, a Parigi. Allegri piace al PSG e il PSG piace ad Allegri, un feeling reciproco consolidato dal ritorno di Leonardo all'ombra della Tour Eiffel, ma non è detto che questo basti a rendere realtà il matrimonio. Dopo la chiusura della Ligue 1 infatti, ha preso sempre più corpo in seno alla proprietà qatariota l'idea di confermare Thomas Tuchel alla guida del gruppo, ma anche la permanenza dell'ex tecnico di Borussia Dortmund non è certa per i rapporti non idilliaci con Leonardo. Quale discriminante allora? La Champions: tutto dipenderà dal cammino del PSG nelle inedite Final Eight, un percorso positivo potrebbe premiare Tuchel mentre un flop potrebbe decretare il suo addio. E spalancare così la porta a Max Allegri.