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Uscito indenne dallo Stadium (1-1), dove avrebbe potuto perdere di netto, il Milan si issa in testa alla classifica con l’Inter, in attesa che il Napoli questa sera giochi a Udine. Se gli uomini di Spalletti faranno bottino pieno, come penso, saranno da soli davanti a tutti, ma lo scudetto se lo giocheranno con la squadra di Pioli

La Juve, dopo quattro giornate, non solo non ha ancora vinto, ma è in fondo alla classifica alla pari del Cagliari (2 punti). Dietro c’è solo la Salernitana a zero. Peggiore partenza da sessant’anni a questa parte, era la stagione 1961-62, e finì con un dodicesimo posto.

Nessun pericolo, la Juve non retrocederà, però da ieri sera si è già congedata dalla lotta al vertice (è a meno otto da Inter e Milan, oggi sarà a meno dieci dal Napoli) e non raggiungerà nemmeno il quarto posto che assicura la Champions. Tutto pensavo nella vita, tranne che un allenatore vero (Allegri) facesse peggio di uno inventato da casa Agnelli (Pirlo). Ma la realtà è questa e a Torino farebbero bene a studiare un piano B. Visto che la Champions sarà il solito miraggio, tanto vale “retrocedere” in Europa League per provare a vincerla. Non solo si potrebbe conquistare un trofeo continentale che manca da tempi remoti (la Champions di Lippi è del 1996), ma da questa strada alternativa si potrebbe rientrare nella massima competizione dell’Uefa.

La Juve non ha giocato male. Ha giocato per un’ora e ha segnato un solo gol. Una volta usciti Morata per Kean (65’), Cuadrado per Chiesa (72’) e, a pareggio subìto, Dybala per Kulusevski (78’), la squadra si è piantata, non avendo né energie, né idee. Prima di tutto, quindi, c’è un problema fisico, poi c’è una questione realizzativa. In gol dopo appena quattro minuti (Morata), la squadra di Allegri, schierata secondo l’ormai prevalente 4-4-2, si è messa in posizione di attesa, accorciando senza pressare mai. Ciononostante ha avuto due occasioni ancora con Morata (16’, deviazione sventata da Maignan) e con Dybala (17’, destro dal limite deviato dal portiere francese).

La Juve era andata in vantaggio con una ripartenza splendida da calcio d’angolo a favore del Milan. Due passaggi (Alex Sandro per Dybala, Dybala per Morata) e lo spagnolo, battendo in velocità Theo Hernandez, si è presentato davanti a Maignan per superarlo con un colpo sotto. Gol fantastico, ma agevolato dalla mancanza di marcature preventive del Milan. Theo Hernandez ha evitato di fare fallo su Morata (avrebbe cancellato una chiara occasione da rete) e, visto come è andata, ha fatto bene. Altrimenti sarebbe scattato il rosso diretto e il Milan si sarebbe consegnato in dieci uomini al grande ritmo della Juve. Alla mezz’ora un’occasione simile a quella di Morata è capitata a Rabiot, però il francese - lanciato da Bentancur - è stato rimontato da Tomori che ha evitato un raddoppio sicuro. Cinque minuti dopo, il Milan ha perso Kjaer (è entrato Kalulu che si è messo a destra con Tomori spostato al centro). Ma dei rossoneri fino all’intervallo si era visto poco o nulla. Un tiro di Tonali (deviato) all’inizio e uno di Rebic (respinto) poco prima della fine del primo tempo.

La Juve ha continuato a fare la partita fino all’ora di gioco, accumulando rimpianti. Il più grosso ancora con Rabiot che, lanciato alla perfezione da Bonucci in area avversaria, ha deviato di sinistro fuori anziché colpire di testa. Non aver raddoppiato è stata la grande colpa della squadra bianconera che, con il passare dei minuti, ha pensato più a gestire che a tenere l’iniziativa. Così, mentre Pioli sostituiva Saelemaekers con Florenzi e Kessie con Bennacer, Allegri vedeva la sua squadra abbassarsi sempre di più.

Rebic ha pareggiato ad un quarto d’ora dalla fine su calcio d’angolo (Tonali) e inzuccata di testa in anticipo su Locatelli (primo colpevole) e Rabiot (secondo colpevole). Ma da quel momento fino al 93’ in campo si è visto solo il Milan che avrebbe potuto anche vincere se Szczesny non avesse salvato su Kalulu (85’) e poco prima Rebic, in contropiede, non avesse sparato alto. Allegri si è sgolato per passare dal 4-4-2 al 4-3-3 e relativa inversione di fascia per Chiesa (da destra a sinistra) e Kulusevski (da sinistra a destra), ma l’unica mezza occasione è arrivata su una girata di Kean (fuori) da calcio d’angolo.

Il Milan, come detto, ha finito in crescendo. Segno che, nonostante la faticaccia di Liverpool, ha benzina e qualità. Pioli, privo di Calabria dietro, Ibrahimovic e Giroud davanti, si è inventato Tomori a destra, con Kjaer e Romagnoli centrali di difesa. A centrocampo Tonali è stato un gigante e ha lavorato anche per Kessie, davanti bene Diaz e, solo in parte, Leao. La squadra ha fiducia e anche quando è in difficoltà (e ieri lo è stata per un’ora) lotta con coraggio e spiccata personalità. Quando avrà recuperato tutti giocherà ancora meglio. Ieri intanto si è presa un pareggio che pesa molto più del punto conquistato





IL TABELLINO

Juventus-Milan 1-1

Marcatore: pt 4' Morata (J); st 31' Rebic (M).

Assist: pt 4' Dybala (J); st 31' Tonali (M).

Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Cuadrado (27' st Chiesa), Bentancur, Locatelli, Rabiot; Dybala (34' st Kulusevski), Morata (21' st Kean). A disp. Pinsoglio, Perin, De Sciglio, De Ligt, Ramsey, McKennie, Pellegrini, Bernardeschi, Rugani. All. Allegri.

Milan (4-2-3-1): Maignan; Tomori, Kjaer (36' pt Kalulu), Romagnoli, Hernandez; Kessie (18' st Bennacer), Tonali; Saelemaekers (18' st Florenzi), Diaz (45' st Maldini), Leao; Rebic. A disp. Tatarusanu, Jungdal, Ballo-Touré, Castillejo, Conti, Gabbia, Pellegri. All. Pioli.

Arbitro: Doveri di Roma1.

V.A.R.: Di Paolo di Avezzano.

Ammoniti: 2​0' st Dybala (J), Tonali (M).