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Allegri, fuori i fatti: Juve dominata, a Nantes dimostri di essere la 2ª d'Italia

Allegri, fuori i fatti: Juve dominata, a Nantes dimostri di essere la 2ª d'Italia

  • Marcello Chirico
    Marcello Chirico
Quando si vince va sempre tutto bene. E i problemi – anche se restano – li accantoni. Il 2-0 sullo Spezia ha avuto sulla Juventus lo stesso effetto di una pastiglia per il mal di testa, ritornato forte e fastidioso dopo il deludente pareggio casalingo col Nantes: te ne sei liberato, ma tanto sai che ne soffrirai ancora. Magari già giovedì prossimo, nel ritorno di Europa League.

A proposito: nell’ultimo week end la squadra di Kombouaré ne ha incassati tre dal Lens, quarto in Ligue 1. Siccome Allegri non fa che ricordare, ad ogni intervista o conferenza stampa, che senza la penalizzazione la Juventus avrebbe 47 punti e sarebbe seconda in Serie A, a maggior ragione dovrebbe essere è in grado di eliminare la tredicesima della lega francese, come appunto ha fatto domenica scorsa la quarta di Francia. Alla 2ª del campionato italiano dovrebbe riuscire ancora più facile, soprattutto se ragioniamo sui fatti come ha chiesto Max per tutta la scorsa settimana.

I fatti sono che la Juve ha vinto, stavolta pure di largo muso, ma soffrendo le pene dell’inferno per almeno 3/4 di partita, dominata in lungo e in largo dalla formazione spezzina, privata tra l’altro in settimana di Gotti e affidata ad interim alla coppia Lorieri – Valigi. Ciò nonostante in campo i bianconeri, quelli veri, sono sembrati i liguri. E se Perin non si fosse superato sulle conclusioni di Reca e Gyasi ora staremmo parlando d’altro, mentre invece oltre ai 3 punti la Juve ha fatto pure cleen-sheet. E sono gli unici “fatti” che interessano ad Allegri. E chi vince ha sempre ragione.

Sempre i “fatti” raccontano però di un primo tempo degli juventini con un unico tiro in porta, il gol, e il secondo trascorso in gran parte in apnea, unica boccata d’ossigeno la rete di Di Maria. Ti pare poco? No, però l’unica garanzia che questa Juventus può dare per il futuro è che continuerà a giocare male e – se le andrà bene come al Picco – riuscirà a portare a casa punti e risultati soltanto grazie alle giocate dei singoli. Domenica ne sono bastate un paio in attacco e altrettante tra i pali per vincere lo stesso una partita di enorme sofferenza e fare poi “i complimenti ai ragazzi”. Chiamalo se vuoi pragmatismo allo stato puro, ma i soliti “fatti” documentano anche altro.

Allegri ritiene che i numeri non sbagliano mai, e infatti quelli del Picco sono inequivocabili: Spezia 18 tiri complessivi di cui 7 in porta, Juve 15 e 3. Spezia 526 passaggi, Juve 371, con possesso Spezia quasi del 60%. I bianconeri dominanti sono stati gli altri, non i suoi. Ma “il calcio è semplice”, basta segnare un gol in più degli avversari per portare a casa la vittoria, non importa come. Certo, però la Dea è appunto bendata e non guarda in faccia a chi portare fortuna. Il Nantes – con porta stregata e santi protettori anche al VAR - insegna.

A proposito di VAR, avete saputo cos’è accaduto in Premier? Lee Mason, arbitro dalla pluriennale carriera con oltre 500 partite dirette e 287 supervisionate, è stato licenziato in tronco per un errore sulla valutazione di un fuorigioco durante Arsenal – Brentford, costata 2 punti ai Gunners per la rete ingiustamente annullata. In Italia, per un gol palesemente regolare che impedì alla Juventus di vincere contro la Salernitana, il designatore giocò di scaricabarile sulla telecamera spenta dello Stadium, e il presidente federale invitò tutti a non fare casino, in quanto non c’era stato né errore arbitrale (che aveva convalidato la rete, ndr) né del VAR. Eppoi ci stupiamo perché la Premier League sia la migliore di tutte

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