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Certezze non ce ne sono, purtroppo, perché il calcio - come tutti noi del resto - è nelle mani del coronavirus. Ma un progetto per ripartire, quello sì, esiste. E sta prendendo forma tra le decisioni del Governo, le indicazioni della Uefa, le idee della Federcalcio.

Mettendo tutto assieme, e auspicando che l’epidemia riduca gradualmente i suoi effetti, potrebbe - anzi dovrebbe - accadere questo. Le squadre di serie A riprenderanno ad allenarsi, con ogni cautela e zero rischi per i calciatori, attorno alla metà di aprile. Conte ha spiegato che il lavoro sul campo è vietato fino al 13 ma la data sventolata dall’incauto Spadafora qualche giorno fa (“nessuno fa niente fino a maggio”) è stata decisamente limata. Se la diffusione del contagio non sarà ancora del tutto sotto controllo, è possibile che si slitti di qualche giorno; comunque l’intenzione è di ripartire entro aprile.

Gravina ha parlato del 20 maggio come dell’ipotetica ripartenza del campionato: una data buttata lì non a caso, perché cadrebbe un mese dopo la ripresa degli allenamenti; esattamente il tempo indicato dai preparatori come necessario a riacquistare una condizione accettabile. Giocando ogni tre giorni, mercoledì e domenica (ovviamente con i dovuti e pagati anticipi e posticipi televisivi) si arriverebbe all’esaurimento delle 13 giornate mancanti mercoledì 1° luglio. Si può anche ipotizzare che una settimana venga lasciata libera per un meritato riposo, arrivando ad assegnare lo scudetto la domenica successiva, 5 luglio.

Perché parliamo di 13 giornate se ne mancano 12? Perché otto squadre devono ancora recuperare le gare rinviate al 25° turno: Inter-Samp, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Torino-Parma. Una delle date comprese tra la ripresa del campionato e l’ultima giornata sarà dedicata a questi incontri. In tutto sono 124 partite da giocare in 43 giorni (47 se si slittasse a domenica 5 luglio).
E le coppe? La Uefa è pronta a farle disputare quando i campionati nazionali si saranno conclusi, a costo di giocare le finali di Champions ed Europa League ad agosto. Anche perché ci sono paesi che probabilmente usciranno dall'incubo dell'epidemia dopo di noi, e ripartiranno in ritardo.

Il progetto c’è. E speriamo che il coronavirus non lo faccia saltare: vorrebbe dire che ne siamo fuori, non solo nel calcio.

@steagresti