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Altro che bollito: Mazzarri ha già ridato un'anima al Napoli. E batte subito Garcia

Altro che bollito: Mazzarri ha già ridato un'anima al Napoli. E batte subito Garcia

  • Giovanni Annunziata
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Sono bastati 90 minuti a Walter Mazzarri per riconquistare i tifosi del Napoli. A Bergamo gli azzurri vincono 1-2 contro l'Atalanta: la sblocca il solito Kvaratskhelia, pareggia Lookman e firma il gol che vale tre punti Eljif Elmas. È presto per parlare di svolta, di una squadra che si è rimessa sui binari giusti ma vincere su un campo del genere in questo modo e con questo spirito vuole dire che qualcosa inizia a intravedersi. È un Napoli che ha ripreso a sorridere, non solo in termini di risultati, ma anche per espressione di gioco, di lotta. Nel primo tempo, infatti, i reparti erano corti, la manovra più avvolgente e il vantaggio meritatissimo. Soprattutto, alla lunga, negli occhi e nella corsa dei giocatori si è rivista la voglia di lottare fino all'ultimo. 

MEGLIO DI GARCIA - Inevitabile fare il confronto con il predecessore, anche per analizzare le cose che non sono andate bene con Garcia e che Mazzarri sembra aver migliorato in appena una partita. In primis c'è il fattore più importante, quello dei risultati: il Napoli fino ad oggi non aveva ancora vinto uno scontro diretto in campionato con le squadre qualitativamente più importanti (sconfitte contro Lazio e Fiorentina, pareggio contro il Milan). Battendo l'Atalanta è stato già fatto un passo in avanti. C'è poi la questione cambi, tanto criticati a Garcia. Kvara - ad esempio - è rimasto in campo fino all'ultimo. Ieri i tre punti sono arrivati proprio grazie ai tre subentrati (su quattro): sull'azione del gol vittoria c'è Cajuste che riconquista palla, Osimhen che serve l'assist per Elmas. E poi c'è quel rapporto con i giocatori... la differenza tra i due che si è iniziata a vedere è tutta quanta lì.

QUESTIONE DI FEELING - Una frase in conferenza stampa ha subito fatti capire la direzione che voleva prendere Walter Mazzarri e i concetti su cui vuole far basare il suo lavoro a Napoli: "I giocatori devono avere un feeling con l'allenatore, per dare qualcosa in più. Quando vuoi bene ad un allenatore e lo stimi, corri anche per lui". Questione di feeling, dunque, e si è visto immediatamente. Lo si è visto in quel bacio che gli ha dato Kvaratskhelia a fine partita, la reazione di Osimhen al gol di Elmas (non lo si vedeva così da un po') e una squadra che, appunto, ha lottato davvero per il suo nuovo allenatore. Altro che bollito, come è stato definito Mazzarri, il suo Napoli ha un'anima. Se queste sono le premesse, allora il percorso potrà essere sicuramente in discesa.

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