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Alcuni autorevoli colleghi hanno fatto notare come la Juve abbia mancato, domenica sera, la possibilità di una fuga che sarebbe potuta diventare consistente. Non è mia intenzione contraddirli, anche perché la considerazione sta nei fatti: con un più sei sull’Inter e più sette sulla Lazio (in attesa del recupero con il Verona), la squadra di Sarri avrebbe probabilmente preso il largo.
 
Ma siccome ogni prospettiva ne induce un’altra uguale e contraria, a me viene da scrivere che, visto il risultato del San Paolo, sia stata l’Inter a perdere una grande occasione. Primo, perché affrontava un Cagliari che negli ultimi tempi sembrava essersi ridimensionato. Secondo, perché l’Inter è stata lungamente in vantaggio con l’occasione di chiudere la partita.

Il nervosismo di Conte, alla fine, era forse più riconducibile al risultato che alla rabbia per l’espulsione di Lautaro. L’allenatore non solo sapeva che la Juve avrebbe avuto l’occasione di scappare, ma sospettava che comunque due punti in meno alla sua squadra, quando l’avversario scende in una trasferta comunque difficile, si sarebbero potuti rimpiangere.

Così, dunque, è stato. L’Inter, battendo il Cagliari, sarebbe stato a meno 1 dalla Juve, mentre adesso è a meno 3. Di più: sarebbe rimasta davanti alla Lazio anche se i biancocelesti vincessero il recupero con il Verona.

Come i lettori sanno, continuo a vedere l’Inter favorita per il titolo. Anche se in questo momento la squadra è affaticata e, come dice Conte, i giocatori sono contati. Quello  che il tecnico dovrebbe evitare è la scarsa considerazione per gli sforzi che la società sta compiendo sul mercato. E’ vero che Young e Moses, nelle squadre di provenienza, hanno giocato poco o nulla. Ma è altrettanto vero che se fossero stati dei titolari probabilmente non sarebbero stati ceduti. Inoltre Young tanto indietro non dev’essere se Conte l’ha messo in campo dal primo minuto e lui l’ha ripagato con l’assist vincente a Lautaro Martinez. Tra l’altro da quasi tutti è stato giudicato il migliore dell’Inter.

Dopodichè adesso è arrivato Eriksen che nel Tottenham, anche se per cause di forza maggiore, ha sempre giocato. Magari non partite intere, magari solo l’ultima mezzora. Però è un calciatore di grande qualità, anche se a Conte non piace perchè è diversissimo da Vidal, uno con il quale sarebbe andato a fare la guerra.

Tuttavia, prima di affermare, come ha fatto alla vigilia della partita con il Cagliari, che “non abbiamo mica comprato mezzo Real Madrid”, Conte farebbe bene a concentrarsi su come vincere le partite che invece la sua squadra ha pareggiato inaspettatamente. E mi riferisco ai cinque pareggi in sette giornate. Se, infatti, la Juve non avesse perso a Napoli, dimostrandosi più che vulnerabile, il rischio per l’Inter sarebbe stato quello di uscire sì rafforzata dal mercato di gennaio senza che questo però potesse servire alla lotta per lo scudetto, visto il distacco dalla capolista. 

Invece, nonostante tutto, l’Inter è ancora ad un passo dalla Juve (una partita è nulla) e fra poco potrà contare su un gruppo di giocatori nuovi (al momento tre ma potrebbero essere quattro) che non necessariamente andranno a rimpiazzare gli uscenti. E anche se così fosse (come ha detto Conte), meglio lasciare Politano (che non giocava neppure quando c’era uno stato di necessità essendo ormai considerato una punta) per arrivare ad Eriksen. E se parliamo del ruolo del danese, meglio di certo lui che Vecino, forse ceduto (si parla dell’Everton) o forse no.

In tutti i casi, un consiglio, anche se non richiesto, Conte lo merita. Metta tutte le sue energie sul campo. Arbitri e mercato li lasci ai dirigenti.