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Il Real Madrid vince la Champions League battendo il Liverpool in finale e Carlo Ancelotti conquista la quarta Champions personale, record assoluto. Il tecnico delle merengues commenta a Sky Sport: "Sono contento. Non penso al record, penso che siamo arrivati in fondo a una competizione difficile, sofferta e meritata. L'abbiamo fatto grazie a concentrazione, cuore, esperienza: c'è un po' di tutto.

COSA SI PUO' AGGIUNGERE - "L'esigenza di questo club è continuare. Siamo stati bravi a non dare al Liverpool lo spazio per attaccare dietro i difensori".

PSG, CHELSEA, MANCHESTER CITY E LIVERPOOL - "L'unica partita in cui siamo partiti quasi alla pari è stata questa, ma il Liverpool era più decifrabile rispetto alle altre perché ha un'identità chiara, potevamo prepararla come abbiamo fatto. La strategia era quella, non concedere palla dietro".

LA PARTITA - "Forse non abbiamo giocato un calcio estetico e straordinario, ma non era il caso. Abbiamo messo qualche palla lunga in più, quando la loro pressione si è abbassata abbiamo gestito meglio".

FUSIONE TRA GENERAZIONI - "Sono d'accordo. Al di là delle qualità che sono notevoli, si è creato un mix, l'umiltà dei giocatori più esperti e l'entusiasmo dei giovani. E' stata una delle chiavi".

VINCERE LA CHAMPIONS CON IL FIGLIO - "E' un'emozione speciale, una delle cose più belle che possano capitare".
PEREZ - "Cosa gli ho detto? Il 20 marzo quando abbiamo perso con il Barcellona mi ha tranquillizzato e gli avevo detto che avremmo vinto coppa e campionato (ride, ndr)".

MEDIASET

A Mediaset, Ancelotti ha aggiunto: "Come mi devono chiamare? Non lo so, non mi importa molto. Abbiamo vinto, siamo felicissimi e non ci sono molte parole. La Champions che abbiamo fatto quest’anno è stata molto difficile. Se ho vinto vuol dire che sono stato bravo, aiutato da una grande squadra e da grandi giocatori. Due le ho vinte con il Milan e due con il Real che sono le squadre che ne hanno vinte di più. Tutte le vittorie hanno un sapore speciale, quella di oggi è stata una sorpresa per tutti perché nessuno diceva che noi potessimo vincere. Piano piano ci abbiamo cominciato a credere. La chiave della partita era uscire bene da dietro, su un’uscita da dietro abbiamo fatto gol".

QUANDO HA PENSATO DI POTERLA VINCERE - "Quando siamo saltati fuori dalla partita contro il Manchester City sicuramente abbiamo cominciato a crederci. Dopo quella partita le nostre possibilità sono iniziate ad aumentare".

BENZEMA - "Quanto è stato fondamentale? La differenza di questa squadra non è stata tanto la qualità individuale di Benzema ma la sua umiltà. Abbiamo giocatori d’esperienza e altri molto giovani, Courtois oggi ha fatto dei miracoli, su Benzema tutti dicono che ha fortuna ma tutti quelli che vincono ne hanno".

AMATO DI PIU' IL MILAN O IL REAL MADRID? - "Le ho amate entrambe, dicono che il calcio è cambiato, ma sono ancora i giocatori a fare la differenza. Il Liverpool è cresciuto tanto e sicuramente sarà un rivale anche per il futuro. Contro di loro siamo 2-2, magari l'anno prossimo facciamo la bella...".