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Ufficialmente Maurizio Sarri voleva difendere per l'ennesima volta la sua scelta di non puntare sin dall'inizio sul tridente dei sogni Dybala-Ronaldo-Higuain, che in più di un'occasione – ma a gara in corso – ha fatto scintille, come nell'ultimo turno di Champions League coinciso con la bella vittoria di Leverkusen. Ma, quando ha voluto precisare la differenza tra aggressività e mentalità offensiva e ha citato esplicitamente il 3-4-3 come sistema di gioco completamente contrario alla sua visione di gioco, in molti hanno pensato che il destinatario del messaggio fosse un certo Antonio Conte. Il tecnico dell'Inter capoclassifica con 2 punti di vantaggio proprio sui bianconeri, utilizzò quel preciso modulo di gioco nella sua esperienza al Chelsea, prima che con l'avvento di Sarri cambiasse completamente la musica.

LA STOCCATA DI SARRI - La pressione mediatica è forte a Torino, per quell'obbligo morale a essere sempre davanti a tutti in Italia - imposto anche dal fatto di aver dominato la Serie A nelle ultime 8 stagioni - e per Sarri, più nello specifico, che ha l'onere di continuare l'opera avviata proprio da Conte e proseguita dal suo predecessore Allegri. Le ultime prestazioni poco convincenti dei bianconeri e il “sacrificio” che a turno riguarda due giocatori come Dybala e Higuain hanno inasprito la critica nei confronti di Sarri, tanto da portarlo a una mossa che non sembrava appartenere al suo repertorio “mediatico”. Un tentativo, insomma, di spostare l'attenzione sul suo rivale principale per la corsa allo scudetto, chiamato a Firenze a difendere il risicato margine in classifica, mentre la Juve sarà impegnata sul proprio campo contro l'Udinese.

REPLICA A CONTE - "Per me il modulo più difensivo del mondo è il 3-4-3. La mentalità offensiva non è un attaccante in più o in meno. Per far giocare insieme questi tre giocatori ci vanno determinate condizioni che vanno capite, deve esserci un presupposto perché ci siano queste condizioni". Quella del tecnico della squadra campione d'Italia non è una mera difesa a spada tratta, ma la si può interpretare anche come una replica, a tre mesi di distanza, dalla punzecchiatura che Conte gli riservò a metà settembre, dopo che Sarri si era lamentato per aver giocato alle 15, prima dell'Inter, una partita a Firenze dopo l'impegno infrasettimanale in Champions. "Qualcuno stia sereno, ora è dalla parte dei forti", aveva commentato Conte all'epoca lanciando il guanto di sfida. La risposta si è fatta attendere in questo caso, ma è arrivata comunque. Nel suo momento più difficile da quando siede sulla panchina della Juventus – a 7 giorni dal primo ko stagionale con la Lazio e a due settimane dal pari interno col Sassuolo – anche Sarri ha deciso di mostrare gli artigli. Perché gli scudetti non si vincono più soltanto sul campo e anche il tecnico bianconero ha deciso di scendere sul campo di battaglia.