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La prima giornata in biancorosso l’ha trascorsa in auto a perfezionare la guida: ha preso la patente da poco Simone David e le strade di Sansepolcro sono meno trafficate che ad Ancona. Dovrà abituarsi al saliscendi del capoluogo il portierino (o meglio, “portierone”: 1.86 per 74 chili) che si è appena legato al club di Marinelli. Vive a Scorcelletti di Castelbellino. Suo fratello Luca, più grande , fa il portiere tra i dilettanti, nell’ultima stagione al Vallesina City. ‘E’ stato lui ad instradarmi – racconta Simone - L’ho visto sempre come un esempio’. Poi il modello è diventato Frey alla Fiorentina, dove David si è trasferito a 14 anni, dopo aver un’esperienza nel vivaio dell’Inter e nella scuola calcio di Roberto Mancini, la Junior Jesina. ‘Spesso mi allenavo con la prima squadra . Ho conosciuto tanti campioni, da Fre, a Vargas a Mutu. Ma sono del Milan”.
Con gli Allievi viola ha trascorso tre anni, vincendo uno scudetto. Poi, nell’inverno scorso, la società l’ha spedito a Sansepolcro. ‘Mi sono comportato bene, ho preso solo 10 gol in 21 partite’. Ora l’Ancona. L’aggancio? Lo zio Antonio che gioca con la squadra amatoriale del vicepresidente Mancini. La fase dell’innamoramento è durata a lungo. “Ma io sin dall’inizio ero entusiasta di venire a giocare a due passi da casa. Dovevo solo verificare se la Fiorentina volesse tenermi per la Primavera. Altre offerte? C’erano, ma la piazza e la tifoseria di Ancona non hanno paragone’. Dunque, sarà questo diciottenne dall’accento jesino a difendere la porta biancorossa. ‘Non sono spaventato, al contrario: non vedo l’ora di cominciare. Mi sento pronto e sono sicuro che l’impatto sarà ottimo. In fondo, una porta è sempre alta due metri e mezzo e larga sette’.