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Aurelio Andreazzoli è il nuovo allenatore della Roma. Se resterà sulla panchina giallorossa non possiamo saperlo, ma sicuramente possiamo scoprire qualcosa in più su un personaggio che, fino a ieri, era etichettato solo come "il tattico di Spalletti". E per fare questo Calciomercato.com ha deciso di chiedere un parere a chi, con Andreazzoli, ci ha lavorato: Mauro Mirko Masoni, consulente tecnico nel passato di Foggia, Martina, Palazzolo e Taranto e attualmente collaboratore di una società del massimo campionato svizzero: "Era la stagione 2000-2001 ed ero reduce dalla laurea e da una serie di annate consumate a seguire partite - dice Masoni - innamorato dei campionati inferiori, collaboravo soprattutto con squadre del campionato nazionale dilettanti. Un dirigente dell’Aglianese con cui avevo stretto rapporti di collaborazione nella stagione precedente, mi chiese di stare con la squadra in ritiro per una settimana. Voleva disputare un campionato di vertice e riteneva che potessi, sulla base di eventuali ruoli scoperti, suggerirgli dei nominativi di giocatori utili a fare il salto di qualità. “Fammi una relazione il più possibile obiettiva” mi disse  “perché vogliamo disputare un campionato di vertice!”. L’allenatore lo conoscevo di nome, in quanto aveva da poco fatto molto bene a Tempio in C2 ed aveva salvato l’Aglianese la stagione precedente da cui era stato riconfermato: si chiamava Aurelio Andreazzoli".

Tanti ricordi, ma soprattutto uno: "La prima cosa che mi colpì del mister fu la sua grande disponibilità - prosegue Masoni - mi coinvolgeva nelle cose che faceva durante il ritiro e mi spiegava tutti gli esercizi. Aveva colto sin da subito la mia paura di essere invasivo unita alla mia voglia di esserci senza farmi notare: “segnati curiosità e cose che vuoi sapere e stasera a cena ne parliamo!”. All’epoca Aurelio lavorava sul 3-5-2 che era il modulo che avrebbe utilizzato durante la stagione". Poi però la mente passa ad un aneddoto veramente succoso: "Erano due giorni che preparava l’amichevole con il Bologna all’epoca allenato da Guidolin e notavo con grande attenzione una variante al modulo - le sue parole - aveva “alzato” notevolmente gli esterni, tanto da far diventare lo schema una sorta di 3-3-4. A cena non potevo non manifestargli le mie domande e, non lo nascondo, le mie perplessità. Andreazzoli, con la serenità che lo contraddistingue mi disse: “sei giocatori mi curano la fase difensiva e quattro mi curano quella offensiva. E’ l’equilibrio che conta, non i numeri. E ti garantisco che siamo equilibrati!” Arrivò la partita e il primo tempo tra il Bologna e Aglianese, cinque categorie di differenza, terminò zero a zero con quattro occasioni da gol prodotte dai ragazzi di Andreazzoli. Nel secondo il Bologna dilagò. La mia relazione sull'Aglianese fu entusiasmante e preconizzai un campionato da primi tre posti. Non c’era bisogno di rinforzi. Si capiva che era il mister a fare la differenza".

Tanti ricordi e oggi Andreazzoli è alla guida di una delle più importanti società italiane: "Negli anni ho continuato a seguire le avversarie per conto delle squadre con cui lavoro e il mio vanto è ancora oggi sempre lo stesso: aver imparato da lui - conclude Masoni - è il numero uno tra tutti quelli con cui ho lavorato. Se può guidare la Roma? Assolutamente sì".