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Arabia Saudita mangia allenatori: 7 in 13 giornate, un esonero ogni due giornate

Arabia Saudita mangia allenatori: 7 in 13 giornate, un esonero ogni due giornate

  • Pippo Russo
    Pippo Russo
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Un nuovo allenatore è sbarcato nel campionato saudita e il suo nome è di tutto rilievo, Si tratta infatti di Marcelo Gallardo, che in Argentina è stato una gloria sia da calciatore che da allenatore. A ingaggiarlo è l'Al-Ittihad, squadra campione in carica della Saudi Professional League (Spl), che per accelerare il suo inserimento nella realtà del calcio saudita gli ha subito affiancato l'amministratore delegato del club.

Costui è Domingos Soares de Oliveira, un uomo di finanza che fino a poco tempo fa ha svolto il medesimo ruolo nel Benfica. E portoghese è anche l'allenatore che ha lasciato la panchina dell'Al-Ittihad libera per l'arrivo di Gallardo: Nuno Espírito Santo. Che non è un soggetto qualsiasi, poiché si tratta del primo cliente storico di Jorge Mendes. Fu per trovare una squadra a lui, al tempo in cui era portiere di riserva al Vitória Guimarães e voleva cambiare squadra a qualunque costo, che l'ex gestore di locali notturni fondò l'agenzia Gestifute nell'estate del 1996. Da allora Mendes ha trovato regolarmente una squadra a Nuno Espírito Santo, sia da calciatore che da allenatore. Va aggiunto che il tecnico portoghese non aveva certamente fatto male sulla panchina dell'Al-Ittihad. Alla sua prima stagione su quella panchina ha vinto il campionato nazionale della scorsa annata.

Tuttavia, gli è stata fatale la sconfitta in Champions League asiatica contro gli iracheni dell'Al-Quwa Al-Jawyia
(2-0 lo scorso 6 novembre). Una sconfitta peraltro non risolutiva, dato che è avvenuta durante la fase a gironi e con quattro partite ancora da disputare per l'Al-Ittihad. Ma la non irrimediabilità della situazione in Champions e l'essere campione nazionale in carica non sono stati elementi sufficienti per mettere Nuno Espírito Santo al riparo dal provvedimento di esonero. E la sua vicenda lancia un messaggio ben preciso: i sauditi pagano esageratamente, ma ancor più esageratamente pretendono. Vogliono tutto e subito, e al minimo segnale di negatività intervengono in modo drastico.

Non si tratta di speculazione, ma di numeri. E i numeri dicono, che su 13 giornate di campionato, in Spl sono saltate ben 7 panchine. La media è un esonero ogni due giornate di campionato. Nuno Espírito Santo è stato il sesto della serie e dopo di lui è toccato a un altro portoghese: Jorge Mendonça, esonerato dall'Al-Okdhood che l'ha sostituito col ceco Martin Sevela. A aprire la serie è stato l'olandese Marcel Keizer, licenziato a fine agosto dall'Al-Shabab e sostituito dal croato Igor Biscan. Poi è toccato al belga Yannick Ferreira, sollevato dall'incarico all'Al-Ryiad e sostituito dal brasiliano Odair Hellman. Il terzo della serie è stato il croato Kresimir Reznic, sostituito sulla panchina dell'Al-Tahi dal rumeno Laurentiu Reghecampf. Quindi è stato il turno del polacco Czeslaw Michniewicz, esoerato dall'Abha e sostituito dal tunisino Youssef Manai. E infine è toccato a un altro portoghese (3 esonerati su 7 hanno quella nazionalità): Filipe Gouveia, sollevato dall'incarico all'Al-Hazem e sostituito dall'uruguaiano Daniel Carreño.

Dunque le panchine saudite sono estremamente precarie. E se lo sono quelle dei club, figurarsi quella della nazionale. Chi ha da intendere intenda.

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