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E’ lodevole lo sforzo degli arbitri di proporsi per un confronto finalmente aperto con allenatori, dirigenti, calciatori e anche giornalisti; semmai c’è da chiedersi se sia davvero l’inizio di una nuova era dopo decenni di dannosissimo muro. Il presidente Nicchi e il designatore Rizzoli giurano di sì e garantiscono che presto - magari già entro il girone d’andata - sul sito dell’Aia sarà pubblicata la corretta interpretazione degli episodi più discussi affinché tutti sappiano qual è la strada giusta da percorrere. Aspettiamo fiduciosi.

ANCELOTTI E D'AVERSA - Molto abbiamo raccontato dell’incontro in tempo reale, comprese le polemiche con Ancelotti (il quale ha chiesto con fermezza che a decidere sia l’arbitro di campo e non il Var, soprattutto quando quest’ultimo è più esperto e condizionante) e anche con D’Aversa (che ha contestato vivacemente il gol subito contro l’Inter, quello del famoso fuorigioco-non fuorigioco di Candreva, per un fallo precedente). I concetti principali espressi da Rizzoli sono stati: la decisione del Var sul fuorigioco è sempre corretta perché gli strumenti consentono di stabilire con certezza assoluta la posizione di un calciatore; stiamo sbagliando più della scorsa stagione perché il regolamento si è rinnovato tanto; la Var serve a limitare gli errori ma non può eliminarli.

IL FALLO DI MANO - Poi c’è la questione del fallo di mano, sulla quale si potrebbe scrivere un libro - ma sul serio. Provando a semplificare - Rizzoli lo ha ben fatto impiegando il disegno dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci - diciamo che ci sono due zone: una rossa, quando il braccio è aperto oltre la spalla, e in quel caso è sempre fallo; una grigia, che racchiude l’ampio settore tra la spalla e il fianco. Ebbene, in quest’ultima situazione non conta tanto l’aspetto geometrico, cioè la posizione del braccio, quanto quello dinamico, ovvero bisogna capire se la postura dell’arto superiore è naturale o meno e se aumenta o meno lo spazio del corpo (“make himself bigger”, scrive la Fifa). Questo significa che l’interpretazione dell’arbitro, almeno quando il braccio è nella ‘zona grigia’, è ancora assolutamente fondamentale: per tutta l’estate ci hanno detto che le decisioni sarebbero diventate oggettive, o quasi, invece non è così.

VOLONTARIETA' E TOCCO - Due specificazioni importanti. Numero uno: il concetto di volontarietà non esiste più, Rizzoli ci ha fatto anche fisicamente una croce sopra; è stato sostituito dal concetto di tocco. Numero due: quando un calciatore gioca la palla e se la butta sul braccio non è rigore, a patto che sia una giocata e non una deviazione (l’esempio è De Ligt in Juve-Bologna).

MONTELLA - Parlando del calcio di rigore, e prendendo ad esempio la ribattuta di Lapadula in Lazio-Lecce, Rizzoli ha spiegato che il Var deve intervenire solo sul giocatore che poi entra nell’azione: per questo è stato giusto annullare il gol dei pugliesi. Nello stesso tempo, deve essere l’arbitro (e non il Var) ad accorgersi e punire gli altri giocatori che eventualmente entrano in area senza poi partecipare all’azione: è quanto avrebbe dovuto fare l’arbitro di quella gara, determinando così la ripetizione del tiro del Lecce (è qui l’errore arbitrale). In merito a questo ha affermato: “Possiamo anche stabilire che il Var interviene per tutti i calciatori che entrano in area, ma c’è un motivo se finora non lo abbiamo fatto: in quel modo - ho i dati - il 99 per cento dei rigori andrebbe ripetuto”. Quindi ha chiesto per due o tre volte: “Siamo tutti qui, decidiamo assieme. Volete che vengano ripetuti tutti i penalty in cui un calciatore entra in area prima del tiro?”. La terza volta che questa domanda è stata proposta alla platea, è arrivata la replica ironica di Montella: “Ma com’è questa cosa, possiamo decidere noi il regolamento?”. Dopo di che tutti hanno votato il lodo Rizzoli: il Var interviene solo quando chi entra prima del tiro in area poi, sull’eventuale ribattuta, partecipa all’azione.

IL NUOVO RIGORE - Sul rigore è da sottolineare la proposta di Pradè, ds della Fiorentina: “L’unico modo per risolvere i problemi è che non ci sia la possibilità di riprendere la ribattuta, come accade in occasione delle serie finali di penalty”. Un’idea che, secondo Rizzoli, è già allo studio e potrebbe essere introdotta in tempi non lunghi.

@steagresti