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Contro l'Inter un fallo di mano in area non visto e un rigore non concesso. Nella partita prima in casa contro la Roma un altro fallo di mano non punito, due fuorigioco non segnalati e un gol forse realizzato fuori dal campo ugualmente convalidato. E prima ancora, tra piccoli contatti sanzionati con tiri dal dischetto, decisioni dubbie e addirittura un centrocampista di Foggia confuso con un difensore giapponese, nella prima parte del campionato le ingiustizie calcistiche subite dal Cesena sono state tante. Troppe. Già che è dura vedersela con Eto’o, Milito, Totti, Del Piero, Pazzini e tutti gli altri campioni che affollano il mare perennemente in burrasca della serie A, c’è bisogno anche degli arbitri che spesso quando incontrano la truppa di mister Ficcadenti sembrano girarsi dall’altra parte?

I tifosi romagnoli, dopo essere tornati a casa dalla sponda interista di Milano con due gol realizzati, altrettante ghiottissime occasioni sprecate, un bel gioco snocciolato in campo e zero punti aggiunti in classifica, sono arrabbiati. E preoccupati.  "Così non è giusto — comincia Kevin Bianchi, 20 anni e davanti agli occhi ancora le immagini del Meazza —: mercoledì sera ero a San Siro, lassù in alto, nel terzo anello, con la nebbia, ad anni luce di distanza dal campo. Eppure il fallo di mano di Chivu in area l’ho visto benissimo. Era volontario. Perché l’arbitro non se ne è accorto? Sono anni che se ne parla e le cose non cambiano mai: in serie A le squadre minori sono sempre penalizzate. Contro la Roma e l’Inter meritavamo il pareggio. Abbiamo perso due punti in due partite che ci hanno tolto gli arbitri". "Adesso viene il Milan — aggiunge Marco Valdinosi — e sono sicuro che la storia si ripeterà. Ho sentito che il presidente Igor Campedelli si è molto arrabbiato e ha protestato. Ha fatto benissimo, speriamo che serva a qualcosa, anche se non ne sono troppo convinto".