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Arbitri, politici, tifosi e i soliti hater: Juve, riecco il 'sentimento popolare'. Quello che cambia le sentenze

Arbitri, politici, tifosi e i soliti hater: Juve, riecco il 'sentimento popolare'. Quello che cambia le sentenze

  • Omar Savoldi
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E' stato un mese di campionato più importante di quel che appare a prima vista perché si è capito come si crei o non si crei “un sentimento popolare”. Quel sentimento che i tifosi juventini e antijuventini, ma soprattutto i magistrati sportivi, conoscono assai bene. 

E' quel particolare “sentire comune”, non giuridico, bensì di piazza e di pancia, che fa muovere le sentenze in una direzione o nell'altra. Non lo diciamo noi, l'hanno detto loro, i magistrati all'epoca di Calciopoli o farsopoli che dir si voglia. 

Ebbene, in questo mese una squadra, l'Inter, è stata al centro d'una serie di decisioni arbitrali che l'hanno chiaramente avvantaggiata. Col Frosinone (rigore generosissimo concesso a Thuram), con la Juventus (fallo netto di Darmian su Chiesa da cui poi è scaturito il pareggio interista), col Napoli (addirittura due episodi: fallo evidente ma non fischiato di Lautaro su Lobotka da cui  il goal nerazzurro, e rigore nettissimo di Acerbi su Osimhen signorilmente sorvolato). 

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