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110 anni e non sentirli: tanti auguri all'Atalanta, che nonostante la veneranda età continua a rinnovarsi e soprattutto si conferma come uno dei migliori vivai del panorama italiano. Tornando indietro o anche ai tempi nostri, la storia non cambia: l'elenco dei calciatori usciti da Zingonia è lungo e di qualità, Calciomercato.com ha provato a stilare un undici ideale dei migliori prodotti del settore giovanile bergamasco.

LA GLORIA E LA PROMESSA - Gli ultimi anni hanno visto tanti portieri lasciare la Dea per tentare il grande salto: Consigli e Sportiello per citarne alcuni, ma la promessa più brillante era Ivan Pelizzoli, ora secondo al Genoa, che nel 2001 fu ceduto alla Roma per 27 miliardi di lire. Il successo più importante è però al centro della difesa, a metà anni '60 gli osservatori atalantini prelevarono una giovane ala destra da Cinisello Balsamo, la primavera bergamasca lo trasformò in difensore accanto al futuro presidente Antonio Percassi: quel ragazzo era Gaetano Scirea, poi vincitore di tutto con la Juventus e campione del Mondo con l'Italia. Spera di ripercorrere le sue tracce Mattia Caldara, già acquistato dalla Juve per la prossima stagione, a completare il terzetto difensivo uno dei due gemelli Zenoni: il derby familiare lo vince Cristian, girovago d'Italia passato anche da Milan, Juventus, Sampdoria e Bologna, e due presenze con l'Italia.

TUTTA QUALITA' - A centrocampo una mediana tutta di qualità e grandi aspettattive: soprattutto su Domenico Morfeo, considerato come il talento più fulgido del vivaio; Fiorentina, Milan, Inter e Parma, ma la consacrazione definitiva non è mai arrivata. Accanto a lui Riccardo Montolivo, che lasciata Bergamo si è imposto come capitano alla Fiorentina e poi al Milan, prima della desautorazione in favore di Bonucci. Con lui in rossonero Giacomo Bonaventura, un vero e proprio intrigo di mercato il suo: sembrava tutto fatto con l'Inter, ma all'ultimo il sorpasso di Galliani e la firma per il Diavolo e dal 2014 il Milan punta forte su di lui. Sempre di rossoneri si parla, ma si va indietro nel tempo: Roberto Donadoni, un solo anno nella primavera nerazzurra per poi esplodere in prima squadra e diventare il primo acquisto di Silvio Berlusconi per il suo Milan (10 miliardi di lire).

GUIDA IL PAZZO - L'attacco è pesante, un tris di prime punte di tutto rispetto. A guidare il tridente ci pensa Giampaolo Pazzini, uno che il gol ce l'ha nel sangue: Atalanta e Fiorentina, poi Sampdoria, Inter e Milan (dove ha ritrovato l'amico Montolivo), le reti non sono mai mancate. Da due anni il Verona, riportato in A e con il quale ora cerca una salvezza tranquilla. Lo affiancano due 'migranti' del pallone: Simone Zaza si sta rilanciando con successo a Valencia, gli spettri del rigore sbagliato agli Europei si stanno diradando; Manolo Gabbiadini ha lasciato Napoli per trovare più spazio, il Southampton gliel'ha concesso e lui sta ripagando la fiducia a suon di marcature, mai banali. Senza dimenticare Beppe Savoldi e Angelo Domenghini, campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970 con la nazionale italiana.

ALLENATORE DI FIDUCIA - E chi a guidare la squadra? Non poteva che essere un bergamasco e atalantino doc come Giovanni Vavassori. Prima in campo da difensore, poi nove anni da allenatore nelle giovanili (vincitore di un campionato primavera e di un trofeo dossena) e quattro in prima squadra.

Ecco la top 11 dell'Atalanta (3-4-3): Pelizzoli; Cristian Zenoni, Scirea, Caldara; Donadoni, Montolivo, Morfeo, Bonaventura; Domenghini (Gabbiadini), Savoldi (Pazzini), Zaza. All. Vavassori.