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L’Atalanta parte da una richiesta di 10 milioni. Con i nerazzurri si parlerà pure del futuro di Gabbiadini.
Bonaventura, un’idea che stuzzica Conte.
Lo chiamano “Jack” e già il solo soprannome induce a più interpretazioni. C’è chi sostiene che il nomignolo sia dovuto alla sua capacità di “squartare” (sportivamente parlando, per carità) chiunque provi a pararglisi davanti. Ma il partito dei suoi sostenitori più accesi propende semplicemente per una spiegazione pokeristica: come la carta, quando “cala” in campo la sua presenza non passa mai inosservata. Delle due, l’una e l’altra interpretazione sono perfettamente compatibili col profilo di Giacomo Bonaventura, centrocampista classe ’89 dell’Atalanta. Un vero e proprio tuttofare nel suo pendolare fra la mediana e la linea avanzata, un calciatore la cui duttilità ha scatenato le fantasie dei top club di casa nostra, dalla Juventus al Napoli, dalla Fiorentina alla Roma.

COSÌ NELLA JUVE - I bianconeri, in questo senso, si piazzano in prima fila. Perché la ricerca di un elemento di caratura internazionale in fascia contempla sì il pressing sul portoghese Nani, in uscita dal Manchester United. Però, a pensarci bene, in Italia sta crescendo un prototipo particolare di esterni, abile nella fase di spinta ma che non dispiace neppure in copertura. E nel caso del talentuoso “bergamasco” (di adozione, non di nascita: quella è marchigiana) tutte queste qualità trovano la corretta quadratura. Perché Bonaventura nasce interno di centrocampo, ma sa destreggiarsi pure in fascia e sulla trequarti. E si trova ad agire senza problemi sia da ala in un centrocampo a 4 che a 5, sia da attaccante esterno nel tridente avanzato. Ed è noto quanto Antonio Conte, che ha dato il suo assenso all’operazione, stia pensando a una Juventus capace di cambiarsi d’abito sia tra un match e l’altro sia soprattutto in corso d’opera. Così il 3-5-2 tutt’altro che deformato dall’attuale 3-5-1-1 non escluderà in futuro il ritorno al 4-3-3 utilizzato quest’anno soltanto contro il Torino nel derby d’andata allo Stadium. In quest’ottica, dunque, Bonaventura ben si adatterebbe alle esigenze tattiche dell’allenatore leccese. Potrebbe agire da “nuovo Asamoah”, oppure da “nuovo Marchisio” (in mediana ma pure dietro la punta), o ancora da “nuovo Pepe”. A 23 anni ’sto ragazzo il talento ce l’ha nel dna.

FUTURO NAZIONALE - In casa Atalanta fu “introdotto” da un mago dei giovani quale il maestro Mino Favini. Al quinto anno complessivo in maglia nerazzurra, abbandonata parzialmente e poi riabbracciata con soddisfazione comune di entrambe le parti, “Jack” ha accumulato 97 presenze con 19 gol in gare ufficiali, 7 dei quali nel solo campionato in via di conclusione, in cui ha realizzato reti decisive come quelle rifilate a Siena, Sampdoria e Inter. Bonaventura, a suo tempo, ha rinnovato il contratto con l’Atalanta fino al 2016 e, considerata la sua fresca esplosione, uno dei massimi esperti di mercato quale il direttore generale nerazzurro Pierpaolo Marino lo lascerà andar via soltanto nel caso in cui arrivi un’offerta importante. La richiesta iniziale, per intenderci, non si discosterà dai 10 milioni. Ma nei colloqui fra le parti si discuterà, per forza di cose, anche del destino in bilico di Manolo Gabbiadini il cui cartellino è gestito a metà fra bergamaschi e torinesi che l’hanno poi prestato al Bologna. Anche il ct Cesare Prandelli sta osservando Bonaventura con grande interesse: se alla fine vestisse il bianconero, sarebbe una Juve ancor più tinta d’azzurro...