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La favola continua, anzi forse è appena cominciata. L'orchestra diretta dal maestro Gasperini annienta il Valencia che fra tre settimane dovrà vincere per 3-0 se vorrà cancellare la disfatta di San Siro. L'Atalanta è una vera macchina da gol, una squadra impertinente e spiritosa per la quale si può tifare anche se si sventolano altre bandiere. Bergamo oggi era una città fantasma: dal ristoratore alla lavandaia erano tutti a San Siro pregustando il sapore dell'impresa.

Celades denuncia un'emergenza totale aggiungendo Florenzi alla lista delle disgrazie. L'ex capitano della Roma, incredibile a dirsi, è fuori combattimento per la varicella che lo ha colpito a tradimento. Fiducia a Kondogbia che torna a San Siro, dove non riuscìa sfondare con la maglia dell'Inter. Gasperini da parte sua conferma Pasalic, protagonista della vittoria sulla Roma, con Zapata in panchina e Ilicic come "falso nueve".

Durante il riscaldamento si fa male Dijmsiti: precettato Caldara, da scarto del Milan a una notte da Champions. L'Atalanta entra subito in una specie di trance agonistica che la sentire in grado di travolgere tutto e tutti. Pasalic, ispirato da Ilicic, si trova subito a un passo dal paradiso ma Domenech si supera con una parata sensazionale. San Siro bergamasco ruggisce poco dopo quando Hateboer firma il gol del vantaggio sfruttando l'assist di Papu Gomez.

L'Atalanta si concede un momento di pausa, rendendosi conto che non si può tenere un ritmo forsennato per una partita intera. Il Valencia prende coraggio e per una decina di minuti prende il controllo della partita arrivando a colpire un palo con Torres. Ma è il momento degli artisti: Ilicic ondeggia al limite dell'area valenciana. Lo circondano in tre chiudendogli la linea sinistra che è quella favorevole a un mancino. E lui che ti inventa: una sberla con il piede destro, quello che di solito non usa. E' un gol fantastico, il primo in Champions, quello che non si dimentica.

Neanche Freuler potrà dimenticare il brivido provato nel calciare con il destro a giro il pallone del 3-0 che arriva nel momento in cui il Valencia si butta in avanti. E Gollini potrà raccontare ai nipotini, davanti a un camino acceso, di una parata impossibile su Maxi Gomez. E che sogni popoleranno le notti di Hateboer dopo essersi reso conto che il tabellino della partita con il Valencia registrava una sua doppietta?

Il calcio può essere anche sofferenza, quattro gol di vantaggio non bastano se monta la paura. Celadas gioca la carta Cheryshev e il russo lo premia con un sinistro da limite sul quale Gollini è in ritardo. Gasperini inventa la sostituzione di Caldara con Zapata che sciupa l'unica occasione che gli capita. Sei minuti di recupero e poi tutti in strada per la festa.
 
IL TABELLINO

Atalanta-Valencia 4-1 (primo tempo 2-0)
Marcatori: 16' p.t. Hateboer (A), 42' pt. Ilicic (A), 12' s.t. Freuler (A), 18' s.t. Hateboer (A), 21' s.t. Cheryshev (V)

Assist: 16' p.t. Gomez (A), 42' p.t. Pasalic (A)

Atalanta (3-4-1-2): Gollini, Toloi, Caldara (30' s.t. Zapata), Palomino, Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens, Pašalić (47' s.t. Tameze), Iličić, A. Gomez (36' s.t. Malinovskyi).  All. Gasperini.

Valencia (4-4-2): Domenech, Wass, Diakhabi, Mangala, Gayà, Ferran, Parejo, Kondogbia, Soler, Maxi Gomez (28' s.t. Gameiro), Guedes (19' s.t. Cheryshev).  All. Celades.

Arbitro: Michael Oliver (ENG).

Ammoniti: 34' s.t. Hateboer (A)