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    Atalanta, Muriel e un addio sfiorato

    Atalanta, Muriel e un addio sfiorato

    • Marco Demicheli
    È stata un'estate molto movimentata, quella che ha vissuto Luis Muriel. Tre mesi, da giugno al primo di settembre, vissuti sempre con la valigia in mano, pronto a partire e trasferirsi non appena fosse arrivata l'offerta giusta per lasciare l'Atalanta. Di interessamenti e proposte concrete, dalle parti di Zingonia, ne sono arrivate. Dall'estero, ma soprattutto dalla Serie A. Monza e Bologna i club che si sono fatti avanti in maniera concreta per il colombiano, che a Bergamo sembrava essere arrivato alla fine di un ciclo. 

    RIPARTENZA - Eppure, la Dea ha risposto negativamente a entrambe le squadre. A lungo ad Adriano Galliani, che cullava Muriel come uno dei suoi "colpi del Condor" per gli ultimi giorni di mercato, ma si è dovuto arrendere davanti alle richieste della famiglia Percassi. Che ha detto no anche al Bologna, negli ultimi giorni di mercato. Perché i piani nerazzurri prevedevano solo una cessione in attacco e il discorso avanzato per Zapata al Torino è diventato la priorità. Così Muriel è rimasto, a un anno dalla scadenza del suo contratto coi nerazzurri deciso più che mai a riscattare una stagione negativa, da appena tre gol segnati, come l'ultima. Le gerarchie ora lo vedono all'ultimo posto dell'attacco dell'Atalanta, dietro a Scamacca, De Ketelaere e Lookman, ma in un'annata con anche l'Europa League Muriel è pronto a prendersi il suo spazio. Dopo tre mesi di incertezza, vuole tornare a essere decisivo.

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