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In casa Atalanta oggi è la giornata dei saluti a Giovanni Sartori, responsabile dell'area tecnica dal 2014 al 2022: otto anni di successi di mercato che hanno contribuito a trascinare l'Atalanta in Europa. Da Kessie a Malinovskyi, da Castagne a Koopmeiners, sono tanti i giocatori arrivati a Bergamo ed esplosi grazie al suo intuito: ora la sua avventura continuerà a Bologna, mentre a Zingonia arriverà l'ex ds del Verona Tony D'Amico.

La società Atalanta, per salutare degnamente Giovanni Sartori, ha organizzato una conferenza stampa all'Accademia Favini, dove l'ormai ex dirigente nerazzurro ha confessato: "E' tanto che non parlo, ma è un momento particolare. Sono onorato di aver fatto parte di questo progetto e di questa grande società, importantissimo anche a livello internazionale. Ringrazio l’amministratore delegato, che otto anni fa pensò a me, al presidente e a tutta la famiglia Percassi. Mi hanno dato la possibilità di contribuire alla realizzazione di un bellissimo progetto che ha portata la squadra a risultati straordinari in Italia e in Europa. Oggi è portata ad esempio di società virtuosa con una crescita esponenziale. I giocatori hanno indossato la maglia in modo encomiabile, portando altissimo il nome dell’Atalanta e di Bergamo. Siamo stati fortunati a trovare buoni giocatori qui diventati ottimi. Grazie a tutti i dipendenti che hanno collaborato con me: una forza che non si vede, le colonne portanti di questa società: i miei collaboratori hanno girato il mondo per trovare giocatori. Grazie ai tifosi, col loro calore e il loro affetto sono un tutt’uno con la squadra e mi hanno fatto sentire uno di loro. Grazie alla città di Bergamo che mi ha accolto facendomi sentire uno di casa. Grazie anche agli allenatori passati dall’Atalanta: percorsi magari solo cominciati e alcuni finiti. Mi ritengo fortunatissimo”.

STAGIONE 2022/2023- "Pensavo che l’Atalanta stavolta potesse arrivare più in alto, ma mai come in quest’annata appena conclusa abbiamo dovuto superare e sopportare così tanti infortuni. Il modello Atalanta è molto semplice: gente che lavora da mattina a sera, una tifoseria e una città che vivono per la società e la squadra. Di base ci sono passione e lavoro 24 ore al giorno 365 giorni all’anno: magari prima ne lavoravo solo 23… Voglio sperare che anche da altre parti ci siano gruppi di lavoro disposti a fare altrettanto”.
PERCASSI- Luca è il più grande venditore della storia, non solo dell’Atalanta; riuscirebbe a vendere la sabbia nel deserto. Ho vissuto due favole straordinarie: al Chievo arrivammo ai preliminare di Champions e di Europa League con un quartiere di Verona, il percorso dell’Atalanta è sotto gli occhi di tutti. Qui c’è una proprietà di ex calciatori a differenza di Luca Campedelli: chi ha giocato conosce meglio certe dinamiche e la materia. Anche Luca Percassi è cresciuto molto: all’inizio veniva il giovedì, poi ci è sempre stato vicino quotidianamente”.

GASPERINI- “Su Gasperini dico solo una cosa: con caratteri diversi, abbiamo lavorato entrambi esclusivamente per il bene dell’Atalanta. Mi sono portato un gruppo di collaboratori dal Chievo, via via implementato: ci metteremo d’accordo su chi rimane e chi, tra i miei collaboratori storici e quelli più legati alla società, verrà con me”.

MODUS OPERANDI- “Il mio modo di lavorare è cambiato qui all’Atalanta. Luca è più giovane, io sono più anziano e chiuso: la mia esperienza che ho maturato anche qui mi porterà a trasferire il mio modo di lavorare alla squadra dove andrò, portando avanti il mio modo di vedere il calcio, confrontandomi con dirigenti e allenatori nuovi. Bisogna sempre adeguarsi all’ambiente che si trova”.