Centosessanta. Tanti sono i chili che Robin Gosens si è sobbarcato sulla schiena nel suo speciale zaino dell’esultanza. Centosessanta chilogrammi di felicità, uno spallaccio a Freuler e una cinghia a Pasalic, ancora increduli per quell’1-2 così magico. La zip su una gara bella e di qualità l’ha tirata Gosens, con entrambi i piedi in volata e una spaccata vincente del piatto sinistro. Da dove l’ha tirato fuori? Aveva fame e uno zaino multitasking.
 
TUTTI VOGLIONO ESSERE ROBIN- Il gol della domenica l’ha segnato un tedesco che ha tirato in primi calci in Renania, e che alle vacanze da calciatori alle Maldive preferisce i lupi della fresca Lapponia. L’appetito vien mangiando e la fame da lupo gli è venuta dopo averci preso gusto col l’affondo alla squisita Fiorentina. Si ricordava ancora quegli attacchi sofferti - a tre giorni dal Natale - dai grifoni nello stesso Marassi, che gli costarono 8 gare di fila senza più la certezza del titolare. Otto, come il numero della sua maglia sudata da bravo bergamasco, in attesa che il mister gli rinnovasse la fiducia. E lui, dalla panchina, se l’è ripresa. Cremonini ci perdonerà, ma ora all’Atalanta tutti vogliono essere Robin. Anche Gollini che, da secondo, ha salvato ancora una volta la partita.
 
CHE PAPURA!- “Tutti con il numero 10 sulla schienaepoi sbagliamo i rigori..
Ti sei accorta anche tuche in questo mondo di eroi…nessuno vuole essere Robin”
. Di rigori ne ha sbagliati parecchi, ma il numero 10 se lo tiene stretto. E fa bene il Papu Gomez perché fin qui, in 24 gare giocate, ha creato 78 occasioni da gol. Il migliore nella Serie A. Peccato per la settantanovesima, quell’ingenuità su Ramirez che da uno Spiderman non ti aspetti. Ma anche i supereroi sbagliano, nonostante errare sia umano. La Dea deve ragionare allora da Robin, con la voglia di riscatto e l’umiltà di tirarsi indietro al momento giusto. Perché anche quella maglia a cui si aggrappa l’Ufo Robot de Roon in area piccola è un un’imprudenza troppo cara per una Dea che va a Go-Go. 
 
A GO-GO- Gollini e Gosens e la Dea viaggia che è una meraviglia. Dopo quelli messi nel sacco ieri, diventano 45 i gol su azione dell’Atalanta, numero 1 in campionato anche su questo fronte. E ora che ha un portiere che para (non il numero 1), non deve distrarsi. Con il Chievo c’è il rischio di sedersi, ma lasciamolo fare a Gasperini: per lui probabile qualche gara in tribuna, di certo c’è un eccesso di sapone nel tunnel della Mani(ca) blucerchiata e un dirigente che lì proprio non doveva stare. Ma quel che conta davvero è il +3, il settimo posto europeo, e una partita da vincere in casa contro la Cenerentola, un’altra protagonista lontana dall’essere un’eroina. Ma la Dea insegna: non tutti gli eroi indossano la maschera, o la fascia da capitano. Certuni si vestono solo di nerazzurro e di una determinazione grande così.