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Durante la proclamazione a cittadino onorario, il tecnico dell'Atalanta Gian Piero Gasperini ha svelato: “Qui a Bergamo c’è qualcosa che nelle altre piazze manca”. Poi ieri, tra un’intervista e l’altra della settimana che anticipa la partita per lui più toccante, ha fatto un passo indietro: “La gente a Genova mi ha dato molto, non vorrei passasse un messaggio diverso”. Tantissimi genoani invidiano quell’Atalanta di cui solo quattro anni fa avrebbero potuto prendere il posto, ma per questioni di cm e licenze, il piazzamento da accesso gli sfuggì, vuoi per il mancato Var sugli innumerevoli gol annullati a Milito, vuoi per le Big davanti che non mollavano la presa, vuoi per Preziosi che non ci credeva fino in fondo. L’Atalanta invece a Marassi avrà fretta: mangiare veloce non fa bene alla digestione, ma dopo il lunch match ha un appuntamento più importante. Non tanto con la Dinamo Zagabria o con Bruno Petkovic, ma con la Storia. La prima partita in Champions, con quel sottofondo musicale che in passato ha fatto tremare stadi e vulcani, è ormai realtà. Vuoi o non vuoi, qualche differenza tra la Dea e il Grifone ben presto ci sarà.
 
IL SOGNO DIVENTA REALTA'- La verità è che al posto di sognare i vari Milito, Thiago Motta, Perotti e Palacio, ora il Gasp ammira a occhi aperti a Zingonia i veri Zapata, Muriel, Papu e Ilicic. Ogni volta che varca Marassi, sa che non è una partita come le altre e lui le emozioni non riesce proprio a contenerle. Quando il Genoa l’ha esonerato, Gasperini si è sentito tradito e se deve tornare al Ferraris da avversario, allora gli preme più di tutto fare bella figura. Ma poi ecco che i paragoni non si fanno attendere e il tecnico ha già ammesso che la situazione ambientale di domenica somiglierà a quella di Zagabria: con la difesa nerazzurra da 5 gol in 2 gare, l’Atalanta punterà tutto sulle punte, per una partita da ‘O si vince, o si perde’. E sono davvero pochi, a dispetto del buonsenso, i tifosi che si perderanno la lunga trasferta genovese nonostante capiti a soli tre giorni di distanza dalla 24 ore croata. ‘A Bergamo c’è un calore in più…’.
 
PAZZI DI UNA DEA- Non scherzo né esagero a raccontare che più di un supporter nerazzurro, in questa estate da ‘Campioni’, ha sfiorato l’idea di aprire un mutuo. I prezzi degli abbonamenti aumentati-giustamente, per una Curva Nord da capogiro- le trasferte in ‘casa’ a Parma e quelle fuori casa ma così vicino (Ferrara, Genova…) che ‘come fai a non andare’, la prima partita assoluta di Champions a Zagabria- fa niente per il posto desolato e le sedici ore di pullman totali- ma anche la prima della storia in casa-e con il mini abbonamento in un attimo le compri subito tutte e tre- e poi come si può perdere il viaggio all’Etihad Stadium o l’ultima a Charkiv che può decidere tutto? Per non parlare di maglie, tazze, portachiavi e zaini dell’Atalanta, che se non hanno la ben nota palla stellata non vanno più bene. Moltiplicate tutto questo per due figli e una moglie- il tifo Atalanta è per davvero formato famiglia- e otterrete una sola cosa: un investimento. Che non è solo in termini economici, ma di sacrifici, emozioni…La passione nerazzurra ha già venduto oltre trentamila abbonamenti tra San Siro e il Gewiss Stadium e a Zagabria saranno più di tremila. Molti di loro hanno potuto chiedere un solo giorno di ferie: partiranno il 18 alle 8 e torneranno a Bergamo il 19, sempre alle 8, pronti per una nuova giornata di lavoro, magari da insonni. E che l’Atalanta mercoledì la vinca o la perda, alla fin fine conta poco. Perché ciò che differenzia Bergamo dalle altre piazze non sono i tifosi che consolano la squadra nelle sconfitte. Ma che la applaudono, più forte di prima.