Commenta per primo

Resta la prestazione. Al cospetto dei campioni d'Italia, l'Atalanta ha detto la sua, li ha sfidati e ha perso con l'onore delle armi. Una sconfitta che ci sta, nessun dramma: da salvare c'è una prestazione che ha consentito alla Dea di tener testa al Milan per 75 minuti, sfiorando anche il pari. Certo, quel rigore discussissimo ha spezzato la gara e spostato irreversibilmente l'inerzia, ma il calcio è questo: non perdona niente.

La nota positiva la si scorge voltandosi. Alle spalle c'è un margine rassicurante. Otto punti di vantaggio sulle zone caldissime sono una manna preziosissima da non dilapidare, e allo stesso tempo fungono da adeguato riparo a possibili nuove penalizzazioni. Una nuova grandinata, alla luce dei nuovi risvolti dell'inchiesta cremonese, potrebbe colpire l'Atalanta: la spada di Damocle pende sulle teste nerazzurre, ma è proprio il campo a rassicurare gli animi atalantini. Lì, in quel rettangolo verde, la Dea ha poco da temere.

Un'altra nota lieta della domenica di ieri è Michele Ferri. Da rincalzo alla seconda gara consecutiva da titolare, la metamorfosi del 'desaparecido' della difesa è compiuta. Contro il Milan qualche difficoltà è naturale, ma l'ex cagliaritano si è ben destreggiato: nel bailamme di voci del mercato - che si era aperto, in casa nerazzurra, con l'obiettivo di accaparrarsi un centrale difensivo -, l'Atalanta ha trovato in casa un acquisto a costo zero. Questo Ferri è un jolly prezioso da giocare spesso.

E ora sotto col rush finale di questo girone d'andata. Un finale thrilling, impegnativo, ad alta tensione: dopo la gara col Milan un calendario tiranno propone la trasferta di Roma (lunch match con la Lazio) e il saturday night contro la Juve. Sfide impegnative, che metteranno a dura prova lo spessore dell'Atalanta. L'Atalanta ha poco da perdere e ha meno pressioni delle prossime due avversarie: giocare a testa libera e sognare il colpaccio. Sì, questa può essere la ricetta giusta.