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“Niente paura, niente paura, ci pensa Edy Reja mi hanno detto così.’’ Approfittando delle note di una celeberrima canzone di Ligabue, voglio sottolineare nell’immediato un concetto: il 3-0 subito al Franchi non è una sconfitta pesante e, soprattutto, non sarà da questa che dipenderà il raggiungimento o meno dell’obiettivo stagionale, vale a dire la salvezza. 

Anzitutto quell’episodio dopo soli 5 minuti dall’inizio del match non ci voleva: il rigore assegnato da Massa ci poteva stare ma espellere Paletta è stata una scelta alquanto impulsiva e troppo fiscale. Giocare in nove praticamente per 85’ contro una Viola che ormai le suona a tutte è stata un’impresa e un’utopia pensare di poter agguantare un minimo risultato positivo. Probabilmente ad armi pari avremmo visto un’altra partita e forse un’altra Atalanta, la solita, quella di sempre, in grado di giocare palla a terra e di punzecchiare in attacco con Gomez e Maxi. Così non è stato. Forse, invece di sostituire Kurtic per Cherubin, cambio volto ad irrobustire la retroguardia, si poteva pensare a una sostituzione più azzardata, più offensiva per esempio togliendo da subito Grassi per D’Alessandro, ma è chiaro che si sarebbero creati comunque spazi per gli avversari e inoltre, ad ora, sono ipotesi che lasciano il tempo che trovano. Proviamo però a guardare il bicchiere mezzo pieno: in primis il rosso diretto a Paletta costerà un turno e l’ex milanista lo salterà col Capri, un avversaria che potrà essere benissimo alla portata di uno tra Stendardo e Cherubin. Meglio non avere Gabriel tra due domeniche, piuttosto che le prossime quando all’Atalanta si presenteranno in ordine cronologico Bologna, Juventus, Milan e Lazio. Una quartina non da scherzo e fondamentale sarà avere l’accoppiata Toloi e Paletta in formissima.
Inoltre, la sosta per via della Nazionale, consentirà a Edy di recuperare a pieno Pinilla, out dall’ultima casalinga con la Doria, causa una distrazione muscolare. Il cileno è vitale per questa Atalanta e per la costante ‘gavetta’ con Denis che sembra fargli solo che bene: il Tanque infatti è andato a segno rimpiazzando proprio Pini gol contro la squadra di Zenga, sinonimo che la panchina potrebbe essere fonte di stimolo per l’argentino. In fondo la principale bravura di Reja sta in questo: tutti sono importanti, nessuno è un titolare scontato. E, ne son certa, anche col Carpi avremo che di dilettare circa la medesima abilità del goriziano.