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‘Premiata’ in realtà solo al triplice fischio, e con che fatica: la Dea si è fatta ancora rimontare come a Bologna, ha finito la gara sul 3-2 e tanti brividi come con l’Udinese e alla Viola la “MaZata” di Malinovskyi e Zapata poteva non bastare. I 3 punti Champions si portano a casa senza tanti complimenti ma, con Juve e Roma alla porta, urge qualche riflessione sotto porta.
 
CHE VITA DA MEDIANI- Perché alla fine tra i migliori in campo c’è ancora lui, Duvan Zapata, eroe della serata più per merito del tabellone luminoso che per quanto fatto in campo. Intendiamoci, la doppietta pesa più dei suoi 90 kg, fa reparto come pochi altri, si spende anche per gli altri e ha continuità (4 reti nelle ultime 3). Ma se de Roon e Freuler fanno gli straordinari senza sbagliare praticamente nulla, spezzando le ripartenze di Vlahovic e Caceres e innescando quelle di Malinovskyi, in area piccola Duvan Zapata sbaglia almeno tre gol clamorosi tra primo tempo e ripresa. Mister Gasp di dispera, perché la Dea soffre sempre troppo senza meritarlo. Un plauso va quindi al lavoro sporco dei due mediani, una vita a metter ordine senza gialli (lo svizzero era diffidato) e a equilibrare gare di colpo insidiose. Ma tant’è, i 3 punti arrivano dai 3 gol, di cui 2 del già citato Zapata, che centra così le 13 marcature in A. Due in meno però di Dusan Vlahovic, un nome che non mente ma un corpo con 9 anni in meno. E se ci fosse stato lui, nell’area piccola opposta, sarebbe arrivato il meritato poker? Un pensierino, a due mesi dal mercato, sarebbe un peccato non farlo…
 
CHE MALINOVSKYI- Anche un anno fa, nella gara epocale che dopo oltre 27 anni diede ragione alla Dea al Franchi, protagonisti furono loro: Malinovskyi e Zapata. L’ucraino è in splendida forma, laureato con 110Lode in ‘Sfere d’oro ai goleador’: raggiunta quota 8 assist, di cui ben 5 realizzati nelle ultime tre gare. Ruba maglie da titolare perfino al grande ex Josip Ilicic, ma alla fine è lo sloveno a dare +1 al Fantacalcio. 
 
CHE GARA CON LA JUVE- Dove non arriva il quarto uomo (era rimessa per la Dea sull’azione del primo gol viola, ma il Var?), arriva Quarta uomo, che dà una ‘mano’ ai nerazzurri. Doppio shock- erano appena usciti i rigoristi Muriel e Malinovskyi, Dragowski col piede l’aveva intercettata- ma sfera nel sacco e abbraccio soffocante di Josip al veggente Romero. Che entra sulla palla e non sul 9 di casa, ma per l’arbitro deve saltare la Juve. Poco importa, ora testa ai bianconeri cancellando gli errori in difesa: a 3 o a 4, gli scivoloni arrivano comunque, e Kouamé ringrazia. Del resto è aritmetica, se la Bergamasca le vincerà (anche soffrendo) tutte, obiettivo primario di de Roon e colleghi, arriverà seconda, perché l’ultima di campionato recita ‘Atalanta-Milan’. Ma se dovesse arrivare a giocarsi l’argento nella settimana della finale di Coppa Italia, a cosa farà l’occhiolino l’eroina orobica? A una coccarda sulla maglia per l’anno che verrà o a qualche milioncino in più sul conto corrente? Ma ora che va al Diavolo ne passano di gare, e domenica a Bergamo c’è la rivale delle rivali. Da battere per un occhio al posto 2, un bel salto a +2 e un 2 di picche da scartare nel tunnel di Reggio Emilia.