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Di Napoli ce ne sono almeno due. Chiamiamoli bianco e nero, Jekyll e Hyde, bello e brutto se si semplifica, ma la risultante è che sembra sempre di vedere doppio. E allora, essere o non essere, forse il problema è tutto qui, più che mai amletico e dicotomico, più che mai attuale.

Il Napoli o dilaga e diverte o si complica la vita e arranca. Al termine delle partite, secondo la tendenza corrente, due sono le 'emoticon' prevalenti: o la faccina col largo sorriso, o quella con la bocca ad 'U' capovolta. Tra le ultimissime, Genoa e Palermo rientrano nella prima categoria, muso in giù invece per Cesena e Bologna. Ma si può continuare così?

Solo l'imbarazzo della scelta in attacco per mister Mazzarri. Per un reparto che riesce ad esprimersi meglio in trasferta, ecco pronto l'anguillesco Cavani proteso alla rincorsa del gol n. 50 in azzurro, ed un Hamsik a caccia di rivincite soprattutto dopo il clamoroso tap in fallito col Bologna.

Il quarto tenore Pandev non si farà pregare per dare il suo contributo, all'inizio o in corso di gara. Punta alla riconferma in azzurro e non ne fa mistero. Un filo potrebbe poi legare Vargas a Lucarelli. Il puntero cileno deve farsi le ossa nella nuova realtà, e il senatore livornese potrebbe aiutarlo a crescere. E c'è, ovviamente, il ritorno di Lavezzi. Ma domenica, quale Napoli sarà?

(Corriere dello Sport - Edizione Napoli)