Il gesto di Bakayoko e Kessie con la maglia di Acerbi in mano è inaccettabile: una vergognosa presa in giro di un avversario appena sconfitto, lontana non solo da ogni principio di sportività ma anche dal più elementare rispetto che si deve a chiunque. E’ piuttosto evidente che quella sceneggiata sia stata ispirata dallo scambio di opinioni avuto dallo stesso Bakayoko con Acerbi nella settimana precedente la partita. Fin lì siamo rimasti nei limiti dell’orgoglio (siamo più forti noi, lo vedremo sabato), ma dopo la partita siamo passati allo scherno. Un comportamento senza senso, che in un mondo di valori quale dovrebbe essere lo sport meriterebbe una punizione, una squalifica. Non a caso il procuratore federale Pecoraro ha segnalato al giudice sportivo quanto successo affinché prenda una decisione.

 

Ancora più grave del gesto di Bakayoko e Kessie, però, ci pare il comunicato del Milan. Anche perché arriva a freddo, venti ore dopo la partita. Con quale coraggio si può dire che la maglia di Acerbi è stata mostrata al pubblico “nel solo intento di celebrare una vittoria importante senza finalità di scherno”? Avete mai visto un giocatore di qualsivoglia squadra comportarsi così per gioire? Noi no. E chissà se lo ha mai visto Gazidis, che viene dall’Inghilterra, la patria della lealtà, dove ogni provocazione e ogni atteggiamento sbagliato vengono sanzionati con lodevole puntualità.

 

Speravamo che Gazidis portasse in Italia la correttezza britannica. Notiamo con sconcerto che si è invece già adeguato ai pessimi modi di fare di casa nostra. Comprendiamo che Bakayoko e Kessie sono due giocatori importanti e il timore di perderli per squalifica sia grande, ma se stavolta il Milan fosse stato zitto avrebbe fatto una figura decisamente migliore. @steagresti