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Tiemoué Bakayoko è finito nell'occhio del ciclone. Perché il primo pomeriggio di ieri a Milanello è stato davvero caldissimo: quel ritardo di un'ora all'allenamento ha fatto perdere la pazienza a Rino Gattuso, la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo da tempo, da qui è nata la decisione del ritiro nonostante qualche giocatore abbia provato a placare l'allenatore. Ma c'è di più: la dirigenza del Milan non ha gradito questa pecca di Bakayoko, a livello comportamentale non la prima dopo il caso della maglia di Acerbi sotto la curva. Quindi un problema in più da gestire mediaticamente e non solo, tanto che i dirigenti rossoneri hanno approvato la multa per Bakayoko e la scelta del ritiro, seguendo l'idea di Gattuso.

DILEMMA RISCATTO - Un segnale forte da parte del Milan, senza dubbio. La versione dell'entourage è di un ritardo "dovuto a problemi con la macchina", non c'è stata reazione ufficiale da parte del club. In ballo adesso c'è però il riscatto di Tiemoué su cui bisognerà decidere in fretta: 35 milioni da versare al Chelsea, i dubbi nascono in primis dalle garanzie economiche che arriverebbero soltanto in caso di accesso alla Champions League per fare un investimento simile. Poi, c'è la questione di spendere così tanto per rinforzarsi in quel ruolo. Infine, i comportamenti recenti di Bakayoko possono creare ulteriori problemi sulla strada del riscatto. Dal punto di vista tecnico il Milan stravede per Tiemoué, ma sono tanti i fattori che porteranno a decidere sul suo acquisto. Ad oggi, inizio maggio, è tutto in ballo e anche il Chelsea non ha ricevuto alcun tipo di certezza da Leonardo e Maldini sul riscatto. Tanto che diversi club si sono già informati su Bakayoko se non dovesse essere acquistato. Palla al Milan, che sta già lavorando per rilanciare il francese accantonando uno sfortunato episodio.