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Il messaggio indirizzato dal Barcellona è più chiaro che mai: Ousmane Dembelé non figura nell'elenco dei convocati per la partita di questa sera contro l'Athletic Bilbao, valevole per gli ottavi di finale di Coppa del Re. E da oggi è da considerarsi ufficialmente sul mercato. Una scelta ben precisa adottata dal club catalano per mettere alle strette il calciatore francese e il suo agente, che continuano a non dare segnali nell'ottica di un possibile rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Già nella conferenza stampa della vigilia, l'allenatore Xavi aveva espresso la sua posizione, condivisa dalla società: "Non c'è più tempo e le strade sono solo due: o Ousmane firma oppure sarà ceduto subito". 



MESSO ALLA PORTA - Una situazione di stallo totale tra le parti, nonostante lo stesso tecnico si fosse speso in prima persona per garantire la centralità di Dembelé nel suo progetto. Le altissime richieste presentate dall'entourage del giocatore per ingaggio e commissioni hanno irrigidito i rapporti e sull'argomento è intervenuto pure il ds del Barcellona Mateu Alemany: "I contatti vanno avanti dallo scorso luglio, da quando sono arrivato, e diverse proposte sono state presentate a lui e al suo agente. L'ultima non è stata accettata e, considerando la loro posizione nelle ultime settimane, riteniamo che Dembelè non creda nella nostra programmazione futura. Per cui mi pare che debba partire il più presto possibile. Non vogliamo tenere calciatori che non credano in questo progetto".
 

GLI SCENARI - La stampa spagnola è convinta che dietro l'atteggiamento di Dembelé e del suo procuratore ci sia il Paris Saint-Germain o qualche importante formazione di Premier League (mentre la Juve, a cui il ragazzo è stato accostato in passato, è più defilata), disposta a garantirgli un contratto molto importante. A soli 6 mesi dalla scadenza, l'attaccante difficilmente consentirà al Barcellona di ottenere un cospicuo indennizzo per il suo addio e per questo i blaugrana sono al lavoro per trovare una soluzione "fantasiosa", magari uno scambio alla pari che permetta di scongiurare la partenza a parametro zero in estate, dopo aver investito qualcosa come 140 milioni di euro per lui nell'estate 2017.

SI VA IN TRIBUNALE? - Immediata è stata la presa di posizione del sindacato dei calciatori spagnoli, l'AFE, che ha diffuso un comunicato nei confronti del comportamento del Barcellona: "In base al contratto stipulato tra le parti, il club è tenuto a versare lo stipendio e a garantire al calciatore le condizioni per svolgere la sua professione che siano esattamente uguali a quelle dei suoi colleghi, senza che sia sottoposto ad alcun tipo di pressione e discriminazione. Il rinnovo di un contratto presuppone la volontà delle due parti, che deve essere espressa liberamente e senza alcuna forma di pressione; un giocatore professionista non ha il diritto di essere schierato o allineato in tutte le partite, ma se questo suppone un tentativo di influenzare la sua volontà e vengono rilasciate dichiarazioni pubbliche che lo confermino, la società si rende responsabile di un comportamento illegale. Non schierare un calciatore per un tempo prolungato, in assenza di infortuni o malattia, porta ad un deprezzamento del valore dell'atleta e può influenzare negativamente eventuali contrattazioni future. Ci auguriamo che la situazione si risolva nel migliore dei modi, ma siamo a disposizione nel caso di violazione dei suoi diritti".