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Mancato guadagno più che reale perdita. Un'eventuale retrocessione estrometterebbe il Bari dal giro della distribuzione dei diritti televisivi, impedendo al club dei Matarrese di incassare, disputando la A per il terzo anno di fila, una cifra variabile tra i 32 ed i 36 milioni. Un ulteriore balzo rispetto agli oltre 28 milioni incamerati in questa stagione che hanno consentito di chiudere il bilancio del 2010 in parità. La cadetteria, invece, porterebbe in dote soltanto il 'paracadute' riservato alle retrocesse, per un ammontare di 7-9 milioni, mentre i diritti tv in B frutterebbero meno di due milioni. Il Bari, inoltre, dovrebbe ottemperare al pagamento degli ingaggi della rosa attuale procurandosi un passivo di circa dieci milioni.

All'attivo, però, andrebbero aggiunti i proventi delle cessioni dei pezzi pregiati (Andrea Masiello, Barreto, Belmonte e Rivas hanno un discreto mercato), nonché di chi vanta ingaggi troppo alti per il torneo inferiore (Almiron e Donati). Tuttavia, va conteggiata la spesa per una rivoluzione in grado di assicurare l'immediata risalita. In B, infatti, si disperde gran parte del patrimonio composto da paganti, abbonati e sponsor procurando una perdita di circa dieci milioni a campionato.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)