Commenta per primo

L'incubo stipendi torna a turbare il Bari. Entro il prossimo 30 settembre il club biancorosso sarà chiamato a saldare la pendenza sugli ingaggi dei calciatori relativi ai mesi di aprile, maggio e giugno 2011. Una spesa di notevole spessore se si considera che la società di Strada Torrebella dovrà sborsare una cifra vicina agli otto milioni di euro. Già lo scorso maggio il Bari ebbe grosse difficoltà a pagare ai suoi tesserati gli emolumenti riguardanti la prima trimestralità dell'anno. Una grana risolta grazie all'accordo di spalmatura stipulato da parte della squadra cui si aggiunse lo sforzo personale dell'ormai ex presidente Vincenzo Matarrese. Rimedi che in questa circostanza non potranno essere adottati. Impossibile, infatti, ipotizzare un'altra spalmatura degli ingaggi, così come non appare probabile un'ulteriore esposizione da parte della proprietà che lo scorso giugno ha sciolto in blocco il Consiglio d'Amministrazione stabilendo un distacco netto con il club.

Parte dell'esborso sarà sostenuta dal 'paracadute' (circa 7,5 milioni) che spetta alle compagini neo retrocesse. Minore, invece, sarà il contributo proveniente dai pur consistenti introiti delle cessioni estive. I circa 14 milioni ricavati dalla vendita dei giocatori, infatti, saranno incassati in un arco di tempo di tre anni. Di conseguenza, dell'ammontare complessivo delle operazioni in uscita, la società biancorossa ha incamerato al momento meno di un terzo. Pertanto, l'unico modo per ottenere la liquidità necessaria a saldare gli stipendi è tramite l'intervento degli istituiti bancari. Proprio in tal direzione si sta concentrando l'attività dell'amministratore unico Claudio Garzelli, che sta intrattenendo un fitto dialogo in particolare con la Banca Apulia (che già soccorse il Bari lo scorso maggio) e con la Banca Popolare di Bari, sponsor ufficiale del club.

L'impressione è che anche stavolta il problema possa essere risolto evitando l'eventuale penalizzazione di due punti che scatterebbe in caso di mancato pagamento entro il termine stabilito. Se il Bari superasse questo ostacolo, si metterebbe alle spalle il fardello più pesante della gestione passata. Sebbene ad un prezzo salato, perché la società impiegherebbe praticamente tutte le risorse attualmente a disposizione. Diverrebbe, perciò, complicato prevedere nuovi investimenti (come ad esempio nel mercato di gennaio) per la stagione in corso. Facile intuire, dunque, che, in tali precarie condizioni, il progetto biancorosso navighi più che mai a vista. Una svolta in positivo avverrebbe soltanto tramite la vendita del club o l'ingresso di nuovi investitori in società. Non a caso, la ricerca di acquirenti o di partner è tra i principali compiti affidati a Garzelli. Il tutto, a meno che la famiglia Matarrese non torni sui suoi passi ed opti per un rilancio in grande stile del Bari. Un'ipotesi che adesso appare fantascientifica.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)