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La soluzione si chiama Beneleague? Sì, secondo quanto è stato recentemente dichiarato da Bart Vernaeghe, presidente del Bruges. Due settimane fa, alla vigilia dell'infausta gara casalinga contro il Paris-Saint Germain (persa 5-0), Vernaeghe ha rilasciato un'intervista al quotidiano francese Le Monde mettendo sul tavolo l'ipotesi della fusione fra i due principali campionati di Belgio e Olanda, la Jupiler League e la Eredivisie. Si tratta di un progetto in gestazione da tempo, al quale l'esternazione del presidente del Bruges ha dato un'accelerata. Non particolarmente gradita dai vertici del calcio belga, stando agli umori che sono circolati nell'immediato. Probabile che Vernaeghe volesse assumere un ruolo da protagonista nel processo riformatore, e così facendo se lo è preso a forza.

Nel corso di una chiacchierata con un giornalista del quotidiano francese, il presidente del Bruges ha parlato di un progetto che si trova in avanzato stato di realizzazione, e ha annunciato che un ulteriore incontro preparatorio si sarebbe svolto la settimana successiva. Di fatto, ha svelato qualcosa che altri soggetti provavano a mantenere riservata. E ha illustrato la prospettiva di un campionato con un bacino d'utenza da 28 milioni di consumatori. È pure sceso nello specifico, parlando di un torneo a 18 squadre (10 olandesi, 8 belghe) e affermando che l'obiettivo della Beneleague è quello di diventare la sesta lega europea, a ridosso delle Big 5.

Reazioni alle dichiarazioni di Vernaeghe? Silenzio totale dall'Olanda. Si è invece aperto un vasto dibattito in Belgio, cui il settimanale belga Sport Magazine ha dedicato un approfondimento nel numero ancora in edicola. Ne è sortito un quadro interessante a proposito della situazione in evoluzione. Si scopre che, per quanto riguarda l'Olanda, c'è un problema di diritti televisivi che fino al 2024 sono detenuti da Fox. E l'articolo principale pubblicato da Sport Magazine riferisce che dal network televisivo sarebbero giunte forti lamentazioni. Ma anche nella comunità del calcio belga la prospettiva crea divisioni. Un sondaggio condotto presso i club della Jupiler League mostra che alcuni club siano pronti a avversare il progetto. Ovvio si tratti di quelli che rimarrebbero fuori dalla Beneleague. Del resto, se l'intera operazione è animata da un fine che è principalmente economico-finanziario, allora perché stupirsi che interessi economico-finanziari concorrenti si mettano di traverso?

Due ultimi punti, prima di concludere. Il primo riguarda il fatto che esperimenti di Beneleague sono stati già effettuati. Dal 2015 ne esiste una dell'Hockey su Ghiaccio, e nello stesso anno ne è stata soppressa una del calcio femminile, fondata tre anni prima. Il secondo punto riguarda un interrogativo, suscitato da una lega pensata per avere un respiro sovranazionale. Come reagiranno Fifa e Uefa, che continuano a avere nel principio di nazionalità il pilastro delle loro organizzazioni?

@pippoevai