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Medhi Benatia, difensore ex Juventus, parla a Sky Sport della sua esperienza italiana, partendo, ovviamente, dall’Udinese: “Non avrei mai pensato di arrivare in Serie A e quando ho saputo dell'interesse dell'Udinese, avevo un po' di paura è vero, ma l'esperienza non potevo rifiutarla. È stata una grande sofferenza per me all'inizio, dovevo correre e lavorare duro, in ritiro abbiamo corso tantissimo col mister Guidolin e mi sono chiesto 'ma che ci faccio qui?' A livello di intensità non ce la facevo, non ero in grado. Guidolin però mi incoraggiava, ho continuato a lavorare e fortunatamente ho iniziato a giocare e sapiamo come è finita”. 

IL CAPITANO - “Il più capitano dei capitani? Ci sono più maniere per interpretare il ruolo di capitano: Totti non parlava tantissimo nello spogliatoio, ma era un simbolo. Di Natale era un esempio da seguire, era il giocatore più forte. Il più capitano di tutti per me è Buffon, è una leggenda, ha vinto tutto quello che si poteva vincere e parla sempre. Prima della partita, in aereo, sente le partite, ha un amore incredibile per la Juve, è sempre rimasto anche quando la Juve aveva problemi”. 

SUI GRANDI DEL PASSATO - “Con chi avrei voluto giocare? Nesta e Maldini, ne dico due. Mi hanno fatto amare il fatto di difendere, perché non presi benissimo il mio arretramento quando iniziavo”.
JUVE-NAPOLI E INTER-JUVE - “Che settimana è stata? È stata brutta, ma peggiore per me. A livello personale ho fatto una grandissima partita, specie dopo l'infortunio di Chiellini: stava 0-0, il Napoli aveva stradominato e c'è qualche calcio d'angolo alla fine. L'arbitro mi ha avvisato che mi guardava, Albiol mi passa davanti e Koulibaly fa questo gol incredibile. Momento molto difficile per me, non ho dormito per due o tre giorni, pensavo di aver perso il titolo. Cominciamo a preparare la partita contro l'Inter la settimana dopo e vedo che Allegri non mi fa giocare: mi sono sentito molto male, fortunatamente abbiamo vinto grazie al Pipa 3-2, e sono contento, ma allo stesso momento perché ha cambiato solo a me e mi sono detto 'ma questo non ha visto la partita!'. Ero triste e allo stesso tempo felice per la vittoria, poi sappiamo com'è andata”. 

LA REAZIONE -Mi sono sentito tradito, avevo giocato anche infortunato in quell'anno e sapevo che la squadra aveva bisogno di me. Era andato via Leo, Howedes aveva tanti infortuni e il mister aveva bisogno di me. Parlando di Madrid... è un altro brutto ricordo, ne parlavo con Mire e dicevamo... è finita. Poi abbiamo visto la partita del Barcellona con la Roma e ci siamo detti che ce la potevamo fare. Abbiamo fatto una partita pazzesca, 3-0... un momento di calcio incredibile. Poi c'è questa deviazione di Cristiano, Giorgio è uscito su un centrocampista, io capisco che il pericolo è Vazquez e cerco di anticiparlo, lui controlla col petto e cade, l'arbitro dà rigore. Se l'ho toccato l'ho fatto con la coscia, non era una cosa chiara, non da rigore all'ultimo secondo. Non voglio entrare in polemica, ma a Madrid in Champions succede spesso, anche col Bayern Monaco, è stato un momento difficile”. 

SULLA ROMA - Benatia risponde così a Balzaretti, che ammette di aver provato a vestirlo di giallorosso dopo l’addio alla Juve: “A piedi sarei tornato a Roma, come no. Non si è potuto fare, quando ho saputo che alla Juve sarebbe finita ho detto che in Europa sarei andato solo alla Roma. Purtroppo non è andata, quando vedo Balzaretti io penso solo una cosa, anzi due: una bestia che lavora in palestra dalla mattina alla sera e un gol incredibile nel derby di Roma, gli sono letteralmente saltato addosso”.