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Circa un mese fa scrivevamo dell'ennesima rivoluzione di mercato del Benfica, squadra dominatrice dell'ultimo campionato portoghese e finalista di Europa League contro il Benfica. Un movimento di giocatori frenetico che ha privato il tecnico Jorge Jesus di calciatori del calibro Lazar Markovic (passato al Liverpool), del portiere sloveno Oblak (trasferitosi all'Atletico Madrid), del difensore argentino Garay, ceduto allo Zenit San Pietroburgo, e del centrocampista Andrè Gomes e dell'attaccante Rodrigo, trasferitisi in coppia al Valencia. Operazioni collegate non soltanto alla forte presenza del fondo d'investimento Doyen Sports nelle vicende del club e del potente procuratore lusitano Jorge Mendes, ma anche ad una delicatissima situazione finanziaria venuta a galla solo nei giorni scorsi.

IL CLUB NELLE MANI DELLO STATO - Il Banco Espirito Santo, principale azionista privato con una quota dell'8% e il più importante finanziatore del Benfica, è stato recentemente azzerato dall'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto la famiglia che lo ha creato e gestito per molti anni e che aveva provato a salvarlo dal fallimento con la creazione del nuovo Novo Banco, attraverso l'immissione di molti capitali pubblici. Come riporta il settimanale portoghese Expresso, con la sparizione del Banco Espirito Santo la società è di fatto finita nelle mani del Banco de Portugal (il corrispettivo della nostra Banca d'Italia) e tutte le operazioni di calciomercato sono soggette all'approvazione di quest'ultimo. Prima del fallimento, il BES versava ogni anno nelle casse del Benfica un prestito a scatola chiusa da 70 milioni di euro, che garantiva la liquidità necessaria per rinforzare la squadra, a fronte della garanzia di portare ogni estate introiti importanti dalle cessioni dei pezzi pregiati.
OCCASIONI PER LA SERIE A - Una politica che solo nelle ultime 5 stagioni ha fruttato qualcosa come oltre 250 milioni di euro dalla vendita dei propri giocatori e volutamente non prendiamo in considerazione gli affari in uscita conclusi nelle ultime settimane, a cui andrebbero aggiunti la partenza dell'esperto attaccante Oscar Cardozo al Trabzonspor e la cessione dei cartellini di tre ragazzi del settore giovanile a un fondo d'investimento. Il crollo del Banco Espirito Santo non solo toglie risorse per il mercato ma mette il Benfica di fronte a un debito da 200 milioni di euro da estinguere entro la fine dell'anno. Questo significa che presto capitan Luisao, al centro di una guerra diplomatica tra i lusitani e la Juventus (che lo vorrebbe a costo zero per completare la difesa dopo aver raggiunto un accordo sull'ingaggio), e molti suoi compagni possono essere ceduti a prezzo di saldo. Oltre al centrale brasiliano, sono i centrocampisti Enzo Perez e Ruben Amorim (trattato dal Genoa), oltre agli attaccanti esterni Nicolas Gaitan e Eduardo Salvio (giocatori che farebbero al caso di Inter e Milan) i pezzi più pregiati della ricca bottega portoghese.