E' la sua competizione. Quella in cui il suo numero 10 diventa più luminoso del solito. Federico Bernardeschi prende per mano la Fiorentina e la porta ad un passo dai sedicesimi di finale di Europa League. Lui, il più giovane in campo con i suoi 21 anni, pieni di freschezza, classe, talento e toscanità, realizza una doppietta nel 2-2 contro il Basilea. Un pareggio utile, che dà alla Fiorentina la possibilità di giocarsi tutto all'ultima giornata contro il Belenenses, ma che lascia l'amaro in bocca, visto che la Viola era avanti 2-0. Due gol che hanno messo paura agli svizzeri e che hanno fatto sognare i tifosi viola, consapevoli di avere in casa il campione del futuro

NOTTI EUROPEE - La sua competizione, dicevamo. Già, perché le 3 reti di questa stagione vanno ad aggiungersi alle 2 dello scorso anno realizzate contro Guingamp e Dinamo Minsk. Stagione sfortunata quella 2014/15: fratture scomposta del malleolo e 4 mesi di stop. Ora, pienamente recuperato, vuole riprendersi il tempo perso e dare una mano ad una Fiorentina piena di ambizione. Proprio come il nativo di Carrara
MEGLIO DI BERARDI - Bernardeschi ha rinnovato il suo contratto, in estate, con la Fiorentina sino al 2019. Blindato, allontanando così le sirene che lo volevano vicino alla Juventus. La società bianconera è da sempre attenta ai talenti italiani, tra i quali c'è Domenico Berardi, con il quale il confronto nasce spotaneo. Coetaeni e compagni di Under 21, i due sono agli antipodi. Il 25 del Sassuolo alterna prestazioni e giocate da campione ad atteggiamenti negativi, che influenzano, oltre che il risultato della squadra, il giudizio su di lui. Atteggiamenti che Bernardeschi non conosce, dato che, quando può, fa parlare solo il campo. L'ultima squalifica del numero 10 viola risale ai tempi del Crotone (11 maggio 2014). Inoltre, Bernardeschi ha un bagaglio tattico più completo rispetto a Berardi: esterno in un tridente o in un centrocampo a 5, trequartista o seconda punta il primo, esterno destro il secondo, con poca propensione al sacrificio. Due campioncini in erba sui quali il calcio italiano punta parecchio. E se uno, Berardi, ha bruschi stop, l'altro, Bernardeschi, è in crescita costante. 

Angelo Taglieri
@AngeTaglieri88