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L’egoismo e l’antisportività dei presidenti di Serie A non conoscono limiti. La proposta che la Lega porterà al consiglio federale di lunedì è la seguente: se il campionato non potrà essere concluso sul campo, lo scudetto non sarà assegnato e non ci saranno retrocessioni a meno che non siano aritmetiche. Per il vertice della classifica, è una decisione sensata e scontata (peraltro condivisa da Agnelli, che ha la Juve in prima posizione); sulla coda della graduatoria è invece una presa di posizione vergognosa, che potrebbe avere effetti deflagranti sull’intero sistema calcio.

Pensate allo scenario che si potrebbe aprire nelle prossime settimane. Il campionato riparte ma poi deve interrompersi per un qualsiasi motivo legato al coronavirus. Ebbene, a quel punto nessuna squadra va in B a meno che lo svantaggio non sia irrecuperabile. Ipotizziamo che Brescia e Spal, a 5 giornate dalla fine, siano staccate di 14 punti dal quart’ultimo posto: rimangono in serie A ugualmente. E, visto che il presidente federale Gravina ha spiegato in modo chiaro che i format dei campionati non possono cambiare, e quindi che la A deve rimanere a 20 squadre, il blocco delle retrocessioni avrebbe una conseguenza: la mancata promozione delle prime della Serie B. Quindi il Benevento, protagonista di una stagione pazzesca, non viene premiato con la A, e nemmeno chi arriverà secondo e chi vincerà i playoff (se ci saranno) oppure giungerà terzo.

Da parte dei club di Serie A si tratta di un metodo antisportivo, figlio dell’egoismo, e anche un po’ ridicolo per giustificare i propri insuccessi. Stupisce un po’ che lo abbiano votato addirittura 16 società, nel rispetto di chissà quale alleanza, intreccio o patto di sangue. Non si sono nemmeno resi conto che questo, ovviamente, bloccherebbe le retrocessioni in qualsiasi campionato non si concluda sul campo, perché le norme devono essere uguali per tutti. Quindi la stagione verrebbe in pratica cancellata in ogni suo effetto, positivo e negativo: chi ha lavorato male si salverebbe e chi lo ha fatto benissimo (oltre al Benevento, citiamo a caso il Monza in C e il Palermo in D), magari investendo fior di quattrini, non vedrebbe riconosciuto il proprio sforzo.

Tutto questo è ancor più insensato se confrontato con una dichiarazione, votata dalla stessa Lega, nella quale si auspica che venga riconosciuto "il merito sportivo". E questo sarebbe il modo per riconoscerlo?

Meno male che c’è un consiglio federale chiamato a decidere: pensiamo e ci auguriamo con tutto il cuore che questo scempio venga evitato.

@steagresti