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Avvocato, come valuta l?attuale andamento del Bologna? Anche secondo lei si tratta di una squadra appagata?
Credo sia un discorso inconscio, non per forza di cose deve necessariamente esserci qualcosa sotto. A livello inconscio, appunto, quando i giocatori hanno ottenuto i risultati che volevano possono avere un calo: è una flessione non consapevole. Per questo io giustifico la prestazione del Bologna a Brescia e non penso, nella maniera più assoluta, ci sia alcun tipo di combine.

Qual è il suo giudizio sul dietrofront di Cazzola?
Io penso abbiano perso un?occasione enorme e mi dispiace non sia entrato Cazzola. Ho avuto modo di conoscerlo e di parlare con lui, e penso sarebbe stato l?uomo giusto per portare avanti questa società. Purtroppo c?è un problema di base. I soci sono tanti, se fossero qualcuno di più sarebbe meglio ma bisogna che capiscano una cosa: devono prendere un uomo di riferimento, fare un programma in cda a inizio anno e poi dare a questa persona carta bianca. Di calcio si deve occupare una persona sola, gli altri devono essere così intelligenti da approfittare della loro presenza nel Bologna per avere visibilità a livello di marketing, ma non a livello calcistico. Di calcio deve parlare uno solo, gli altri non devono parlare di calcio, devono approfittare della loro presenza nel Bologna per fare un discorso di marketing per le proprie aziende. Se non capiscono questo, penso che non ne verranno mai fuori.

Molti dei soci, dunque, parlano troppo?
I soci sono entrati nel Bologna, e a questo punto devono fare questo: dare mandato, ovviamente a livello di cda, a una persona. L’ideale sarebbe stato un uomo di riferimento che tirasse fuori anche più soldi, come Zanetti o Cazzola. Zanetti non lo conosco e Cazzola sì, e secondo me era la personale ideale, visto che aveva già conoscenze di calcio essendo stato tre anni nel Bologna. Dopodiché, gli altri non devono assolutamente parlare di calcio, neppure esprimere un pensiero su come va la squadra: devono solo unicamente usufruire nella loro presenza nel Bologna per avere visibilità per le loro aziende.

Da uomo di calcio, come vede il nome di Gabriele Gravina come prossimo amministratore delegato?
Sarebbe come mettere un uomo del Ministero. Gravina conosce da anni tutti i pezzi grossi del mondo calcistico e fa parte delle Nazionali: da questo punto di vista ci può stare.

Si tratterebbe di una scelta politica, quindi?
Direi di sì. O è una scelta di Consorte, visto che è un uomo della stesse zone, o è una scelta politica, nel senso che sa come muoversi all?interno del Palazzo.

E? ipotizzabile, a questo punto, un ridimensionamento delle ambizioni?
Potrebbe anche non esserci, l?importante è che i soci che sono dentro adesso facciano fronte all?esborso che avrebbe fatto Cazzola. Dipende quindi cosa vogliono fare i soci e se nel frattempo Consorte sarà bravo a portare dentro altra gente, e più gente entra meglio è. L?unica cosa che devono assolutamente capire è che devono avere un uomo di riferimento e dargli carta bianca per un anno intero come minimo.

Lei è rappresentante di Buscè?
E dico la verità, sono un po? dispiaciuto. La società sin dall?inizio dell?anno ha fatto capire che Buscè, per il proseguo, non interessa, anche per l?età che ha: se si vuole investire sui giovani, su uno come lui non si investe. Però secondo me sbagliano in questo: stanno giocando da sei mesi senza terzino destro, visto che fanno giocare Moras o Casarini, che è un ottimo giocatore ma in quel ruolo lì fa fatica. Buscè quel ruolo lo ha fatto. Se c?è in casa un giocatore che in quel ruolo ci può stare, ha gamba e può fare ancora un anno, perché andare per forza di cose sul mercato a prendere un altro? Lo si può provare. Poi se non va, nessun problema: a fine anno gli scade il contratto e lo si lascia libero. Non volerlo provare a tutti i costi in quel ruolo è una presa di posizione che onestamente non capisco, anche perché Buscè in quel ruolo potrebbe fare la differenza: e lo dico sinceramente perché ci credo. E? il campo quello che parla: gli si potrebbero far fare un paio di partite come a Casarini, se poi Buscè non va, nessun problema. Ormai il Bologna è salvo, quindi non capisco perché privarsi della possibilità di valutare se un giocatore può fare ancora un anno oppure no, senza bisogno di andare a spendere soldi sul mercato.

Possiamo allora dire che Buscè è fuori sia dall?orbita di Malesani che di Longo?
Questo credo sia dimostrato dai fatti, visto che da 5-6 partite si sta facendo giocare Casarini. Sabato ho visto la partita e lui si è impegnato ed è stato uno di quello che ha sputato l?anima: ma, ad esempio, sul primo gol ha perso l?uomo. Quindi quello non è il suo ruolo ideale: è un ottimo giocatore, ma in un’altra posizione in campo.

Possiamo dare per scontata la partenza di Buscè a fine anno?
A questo punto, per forza. A meno che non lo impieghino per tre partite, Buscè faccia vedere che è un fenomeno e cambino idea. Ma credo di no.

Ci sono interessamenti nei suoi confronti?
Tutti sanno che è un ragazzo serissimo, un professionista, e ha ancora gamba, anche se non lo fanno giocare. Non ci saranno problemi a trovare un contratto annuale da qualche parte.

Se diciamo Brescia o Cesena, cosa risponde?
Si, ma potrebbe andare anche a Livorno con Novellino: se andasse su lo prenderebbe di corsa domani mattina. E poi ci sono anche altre situazioni che si potrebbero affrontare. L?unica cosa che non capisco su Buscè è perché non gli vengano fatte giocare due partite. E chiederò personalmente anche a Longo e Malesani di usarmi questa cortesia. Così sembra che il giocatore sia finito anche se non è vero: diventa una cattiveria gratuita.

Qual è la situazione di Marco Bernacci?
Bernacci attualmente si gestisce per conto suo, ma abbiamo comunque un buon rapporto. Credo che stia meglio e che sia intenzionato a riprendere a giocare. Poi se giocherà nel Bologna o da altre parti, sono situazioni da valutare da qui in avanti. Lui comunque sta meglio, e a breve gli nascerà un bimbo: questo sicuramente contribuirà a farlo stare meglio.