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Sono giorni importanti, questi, per il Bologna. E lo sono sia dal punto di vista tecnico che societario: l'ambiente rossoblù deve tenere duro per una ventina di giorni, poi si entrerà nella normalità. Normalità dal punto di vista tecnico, perché dopo la gara contro la Sampdoria Malesani (arrivato dopo la prima giornata, in seguito all'esonero di Colomba prima del debutto in campionato) avrà una sosta per lavorare per due settimane con il suo gruppo. E se da una parte non avrà i nazionali Perez, Ramirez e Moras, dall'altra potrà riabbracciare due giocatori preziosi per la stagione rossoblù come Ekdal, unico elemento del centrocampo ad avere doti di regista puro, che Malesani peraltro ha già avuto modo di sperimentare lo scorso anno a Siena, e Buscè, elemento duttile ed esperto che nel 4-3-3 può giocare a destra sia in difesa che come mezz'ala che come attaccante esterno.

Ancora una partita, quella di domenica contro la formazione di Di Carlo, poi ci sarà tutto il tempo di plasmare ancora meglio il Bologna che verrà, anche se i primi Bologna di Malesani hanno avuto fin da subito un impronta chiara - pur con una normale, vista la situazione, discontinuità nel corso dei novanta minuti - e hanno trovato buone sensazioni da parte del pubblico. Ma nel giro di una ventina di giorni si arriverà anche a una normalità - questo almeno è l'obiettivo - dal punto di vista societario: a margine della presentazione di Ramirez l'amministratore delegato rossoblù Marras ha fatto chiarezza sulla situazione della nuova proprietà e soprattutto sui conti del Bologna. Ha spiegato la situazione debitoria trovata - molto alta -, la situazione stipendi - che impegnavano il 100% del fatturato nella precedente gestione -, le mosse per il pareggio di bilancio in due stagioni per poi avere ricavi al terzo anno.

Il Bologna ha passato momenti duri, soprattutto nei giorni di Ramirez, gioiellino prelevato dal Penarol per il quale è stato trovato un accordo per il pagamento a gennaio, quando nelle casse arriveranno i soldi che l'Espanyol deve per il riscatto di Osvaldo. Tuttavia Marras ha spiegato che nel giro di tre settimane conta di arrivare alla normalità: uno sforzo, dunque, per scrollarsi di dosso le incertezze, i dubbi, i timori sulle potenzialità della nuova proprietà. Che in settimana s'è fatta sentire contro i profeti di sventura locali. Iniziano venti giorni importanti, per il Bologna: a ognuno il proprio compito, a ognuno la responsabilità di dover fare il massimo perché questo progetto - finora più che accattivante - vada avanti come tutta Bologna spera.