Eh già, ci risiamo. Il Bologna perde un'altra partita e lo fa nella maniera più beffarda immaginabile: pur con 6/11 di formazione titolare cambiati, dopo aver dato vita ad una partita a tratti ben giocata, soffre fino al novantesimo per poi perdere il match all'ultimo minuto a causa di un gol di Zapata.

La gara contro la Sampdoria è la sintesi della storia recente del Bologna: quando non è la squadra in sè a mettere in campo una prestazione incolore, ci pensa la sfortuna. Sarebbe assurdo però dare la colpa solo ad un fenomeno astratto, dobbiamo ragionare e valutare il perché cinque uomini in difesa non siano riusciti a fermare l'attaccante blucerchiato.

Pur rivedendo diverse volte le immagini, la difesa rossoblù commette l'ennesimo errore ingenuo che ieri, come in altre occasioni, è costato la partita: da Helander che commette un fallo sull'out laterale per poi rimanere immobile al momento del tiro di Zapata, Gonzalez e compagni che sembrano non sapere cosa fare, tutto fa pensare che la difesa sia probabilmente il reparto in cui intervenire maggiormente quest'estate.

E se è vero che il coraggio non è mancato nel secondo tempo, bisogna sottolineare come il Bologna nemmeno a Marassi abbia tirato con continuità in porta: il perché ormai è un mistero, o meglio, può essere assoggettato a diversi fattori. Certo è che una squadra che tira poco nello specchio farà più fatica delle altre a far divertire il proprio pubblico a suon di reti e giocate.

Ieri però, almeno ci si è provato. La cosa positiva da sottolineare è infatti la prova di tutti quei giocatori scesi in campo ieri e che fino ad oggi non avevano avuto grosse chance di mettersi in mostra: da Avenatti a Nagy, passando per Romagnoli e Crisetig, tutti hanno risposto almeno con una prova di carattere e sacrificio. E questo si sa, è la cosa più importante.