Ormai da anni la Coppa Italia, specie nei turni eliminatori, è terra di conquista di riserve, seconde linee, a volte proprio di tribunari col sedere ormai a forma di seggiolino: un'occasione, citando quasi ogni allenatore, che chi ha avuto meno occasioni di altri per mettersi in mostra deve sfruttare. 'Devono farsi trovare pronti', è il refrain della vigilia di ogni tecnico. E in passato i tabellini sono pieni di calciatori che effettivamente si sono fatti trovare pronti o più semplicemente hanno sfruttato la ribalta per far vedere all'allenatore tutto il loro talento: in tanti, a Bologna, ricordano quel Cagliari-Bologna di Coppa Italia che vide sbocciare il talento cristallino di Gaston Ramirez. Ecco, in questa stagione disastrata, che ha visto il Bologna complicarsi la vita anche domenica sul campo della Sampdoria (con la parziale complicità dell'arbitro Celi, visto il rigore negato al 92'), la Coppa Italia non ha certo offerto grandi speranze ai tifosi.

E' arrivata una vittoria, 1-0 sul Livorno B, ma anche la conferma che tante seconde linee sono tali perché non sono migliori di chi va in campo, con risultati modesti, in campionato. Abero, come già intuito dalle poche comparsate, non è proponibile a questi livelli, idem dicasi per lo strombazzato canterano Riverola, che avrà anche buon piede ma va giù a ogni mezzo contrasto anche contro riserve di serie B, tanto per capire quanto può essere leggero per la A. Altre conferme? Che Motta e Pazienza continuano a fornire prestazioni tra l'insufficiente e l'irritante, mentre da Radakovic si è visto qualcosa di molto buono in prospettiva, e per i Primavera è stata una chance per saggiare l'aria della prima squadra. Il sorriso più ampio è arrivato dalla prova di Krhin, che si è disimpegnato alla grande da centrale difensivo dimostrando comunque buona forma.

Per il resto, la conferma che il mercato estivo di Guaraldi e Zanzi ha portato un'accozzaglia di mezzi giocatori, che Sorensen - ignorato troppo a lungo da Pioli e ora titolare fisso - è destinato a rimanere un caso isolato e che Pioli fino a gennaio dovrà arrabattarsi con ciò che ha. Cioè, poco. Sperando che poi a gennaio questa società abbia la forza e la competenza - i dubbi ci sono tutti - di apportare alla rosa correttivi sensibili. Fino ad allora, dovrà reggere anche la sua panchina, perché è chiaro che dopo l'inopinato ko di Genova, in cui il solito errore difensivo (Motta, stavolta) ha vanificato una prestazione anche più applicata del solito, servono punti. Ora ci sono due gare casalinghe, contro avversarie di valore come Atalanta e Lazio: vincerne almeno una servirebbe a puntellare la panca e a dare un senso al mercato di gennaio, specie ora che si è capito che i rincalzi sono quello che sono.