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Onestamente, non se ne poteva più. Domenica finalmente prenderà il via il campionato, dopo un'estate che - come spesso accade in casa Bologna - è stata più lunga delle altre. Ribaltoni, colpi di scena e sorprese come di consueto non sono mancate: si è partiti con Stefano Pedrelli direttore generale e Salvatore Bagni uomo mercato in compagnia del vicepresidente Setti, a giugno. Ora c'è Roberto Zanzi praticamente unico gran capo delle operazioni, con il presidente Guaraldi a supervisionare (e presto potrebbe aumentare le sue quote azionarie) e Setti molto più defilato di un tempo. Come sempre, d'estate, il mondo rossoblù è cambiato e la tranquillità è rimasta lontana anni luce da Casteldebole.

Il caso-buste su Viviano, con la clamorosa perdita del portiere a 4,1 milioni (a posteriori: è andata bene, visto il crollo dei prezzi del mercato), ha portato alla rottura del rapporto con Pedrelli, poi il clamoroso allontanamento dopo due mesi di lavoro di Salvatore Bagni, tra dichiarazioni a mezza bocca della società e strascichi legali tra le parti. In eredità, un paio, forse tre - Radakovic è ancora un mezzo mistero - ottimi giovani dal mercato estero che potrebbero fare le fortune del Bologna che verrà. L'altro grande caso dell'estate ha riguardato Gaston Ramirez. O meglio, il suo procuratore Betancourt, autore di una serie di dichiarazioni e di comportamenti davvero fuori luogo, che hanno finito anche per fare il male del ragazzo. Se ne va, se ne va, se ne va... alla fine Ramirez resta, c'è una proposta di adeguamento del contratto sul tavolo e l'augurio è che l'accetti per poi giocare una stagione come può e sa fare, tenendo conto che le idee di Bisoli (più seconda punta che trequartista) possono regalargli la stagione della definitiva consacrazione.

Dunque, si comincia. Con una rosa maxi (32 elementi, troppi: meno male che alcuni esuberi potranno giocare con la Primavera), con tanti brividi in difesa, senza dubbio il reparto che offre meno garanzie, con Kone al posto di Della Rocca in extremis e con la curiosità di vedere se, dopo tante amichevoli di basso cabotaggio, l'impatto col campionato - le prime cinque per i rossoblù sono terribili, con Fiorentina, Juventus, Inter e Udinese - sarà retto dalla squadra di Bisoli. Che viene da una prima in A da nove partite, con conseguente esonero dopo attriti coi senatori a Cagliari: tanta voglia di riscatto anche per lui, bolognese dell'Appennino sulla panca della sua città, un mister che al primo impatto ha già conquistato diversi tifosi. Si parte, dunque, dopo che la Lega ha tardato di dieci giorni l'inizio del campionato. Una mossa a sostegno delle big, Roma in primis (e Beretta è uomo Unicredit: andreottianamente, a pensar male si fa peccato ma...), che hanno potuto così completare il loro mercato e recuperare acciaccati rinviando l'esordio della serie A. Siamo alle solite.