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Anche in una giornata grigia come quella di domenica, il Bologna è riuscito a centrare l'undicesimo risultato utile del suo 2012, su dodici partite. Il 2-2 contro il Chievo premia senza dubbio più i rossoblù, per quanto fatto in campo, rispetto ai veronesi: la squadra di Pioli è parsa un po' sulle gambe, ma come ha sottolineato correttamente a fine gara Diamanti, autore del gol del pareggio con l'ennesimo lampo della sua stagione, 'non può andare sempre come a Roma contro la Lazio, altrimenti saremmo da Champions e non da salvezza'. Questo gruppo ha senza dubbio abituato bene, e da più parti (Pioli, Gillet, Kone) in ogni appuntamento davanti a microfoni e taccuini si continua a dire che non si mollerà anche raggiunta quota 40 punti, per evitare il bis del disgraziato finale di stagione 2011. Dopo tre mesi vissuti a tutta birra, l'impressione è che per stupire ancora da qui a fine campionato servirà ricorrere anche ai giocatori più affamati, a coloro che finora hanno trovato un po' meno spazio e che hanno voglia di dimostrare il loro valore in un impianto tecnico che sta funzionando alla grande.

Il riferimento ovviamente non è ai vari Rickler, Vitale, Loria e Vantaggiato, che a giugno grazie al cielo torneranno da dove sono venuti, ma a quelli che, come Cherubin, Krhin e Crespo, ha sempre fornito un contributo prezioso nelle poche occasioni che ha avuto a disposizione. Curioso soprattutto il caso dello spagnolo, che non aveva fatto male nella difesa a quattro ma che dal passaggio al 3-4-2-1 non è mai stato preso in considerazione, come se fosse allergico al nuovo modulo: ora, con Garics ko, Pulzetti sottotono e un Kone che si sta adattando a fare quel ruolo, potrebbe avere una chance. Così come Cherubin, che ha avuto un rendimento altissimo e che è rimasto fuori dai titolari solo perché Raggi ed Antonsson fin qui hanno avuto un rendimento da 8 in pagella, specie giocando a tre. Tanto che in teoria, quello che avrebbe bisogno di rifiatare un po' pare Portanova.

Per Krhin la partita di Roma contro la Lazio ha dato segnali strepitosi, e da qui a metà maggio andrà visto di nuovo, anche perché a giugno la comproprietà con l'Inter va risolta e il Bologna deve essere in grado di capire se può puntare o meno sullo sloveno, specie se uno tra Mudingayi e Perez (più facile il primo) se ne andrà. Difficili le chance per altri, che sembrano un gradino sotto: l'esempio è quello di Belfodil, che sembra ancora indietro per la serie A e sul quale sarà meglio strappare al Lione un nuovo prestito di un anno per poterlo valutare, perché attualmente tre milioni per lui sembrano un'eresia. Diversa invece la questione Acquafresca: il riscatto della comproprietà dal Genoa è obbligato e comunque Robert si è saputo ritagliare uno spazio importante nonostante Di Vaio, del quale sembra ormai l'erede annunciato. Proprio dando occasioni a giocatori affamati come l'ex Cagliari il Bologna può trovare nuova linfa e continuare a stupire anche una volta tagliato il traguardo del 40-42 punti, la quota salvezza designata.