“Vorrei fare di più, ma da alcune partite non riesco a dare quello che ho sempre dato. Credo sia il momento più difficile da quando sono al Milan, continuerò a lavorare per ritornare ai miei livelli”, confessava Jack Bonaventura dopo la sfida pareggiata in casa contro il Sassuolo. Detto e fatto: a distanza di soli tre giorni, il centrocampista del Milan si è ritrovato, contro il Torino. Se definitivamente o meno lo diranno le prossime gare, ma i dati sono sufficienti a ricostruire il momento di Bonaventura. Più che un Jack, Bonaventura è stato un jolly per gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina rossonera. Esterno di centrocampo, esterno d’attacco, mezzala con Rino Gattuso, il momento di massima stabilità da quando è al Milan. “Nelle ultime stagioni abbiamo cambiato quattro allenatori, ho giocato in tantissimi ruoli e non abbiamo mai avuto continuità di gioco e di sistema. Ringrazio Gattuso che mi ha sempre dato grande fiducia, mi ha sempre dato una parola di conforto anche dopo le partite in cui oggettivamente non avevo fatto benissimo, ricevendo anche qualche critica ingiusta”.

JACK RITROVATO - Bonaventura è tornato col Torino, dopo un'astinenza dal gol di due mesi esatti. Lo splendido destro da fuori area che ha regalato l’1-0 al Milan contro la squadra di Walter Mazzarri ha rotto il digiuno più lungo di Jack da quando Gattuso allena i rossoneri. In questi due mesi, le critiche si sono susseguite e l’allenatore ha sempre difeso il proprio centrocampista, anche nei momenti di maggiore difficoltà: “Più criticano i miei giocatori, più li faccio giocare. È vero che non ci ha dato molto di quello che sa fare, ci sta un momento di appannamento. È un giocatore unico per caratteristiche: non ne abbiamo come lui in questo momento. Quando si gioca con il centrocampo a tre, non puoi non pensare a lui, per noi è un giocatore importante”, diceva Gattuso proprio prima della deludente sfida col Sassuolo. Una difesa a spada tratta, a cui è seguita una partita giocata sottotono da Bonaventura. Poi la gara col Torino, in cui non c’era Hakan Calhanoglu. Probabilmente il turco può aver tolto spazi di imbucata a Bonaventura, costringendolo a un raggio d’azione più limitato. Non che i due siano incompatibili, tutt’altro: devono solo trovare i giusti meccanismi, gli stessi che ci sono sulla catena di destra.  
IL CAMBIO DI RUOLO - Anche la catena di sinistra ha funzionato bene col Torino, soprattutto Jack ha fornito una prova di assoluto livello: è stato in assoluto il migliore per sponde e palloni recuperati e il migliore a centrocampo per passaggi positivi e palloni giocati. Col Benevento, però, tornerà ad essere jolly anche per Rino Gattuso. Non più mezzala - salvo sorprese dell’ultimo minuto - ma esterno di centrocampo in un 4-4-2 provato oggi a Milanello o ala sinistra nel 4-3-3, come l’anno scorso con Vincenzo Montella. Non più mezzala, vista l’assenza di Hakan Calhanoglu e il possibile turno di riposo per uno stremato Suso. L’insostituibile Jack sarà ancora in campo, dall’inizio, anche contro il Benevento. Quel Benevento a cui all’andata ha segnato il primo gol nella Serie A 2017/18, dopo un lungo digiuno sotto la guida di Montella. Al Vigorito realizzò una rete e sfornò un assist vincente, Gattuso aspetta gol o assist anche a San Siro. E Jack vuole continuare a ripagare la fiducia dell’allenatore che da quando siede sulla panchina del Milan lo ha sempre schierato da titolare. Col gol a Torino è arrivato a quota 6 gol in campionato: nessuno ha segnato tanto quanto Jack da quando l’allenatore è Gattuso. Superato anche Patrick Cutrone, secondo a quota cinque. Bonaventura è tornato asso e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Mezzala, esterno nel 4-4-2 o nel 4-3-3 non fa differenza. 

@AleCosattini