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Il più classico dei casi di sliding doors. Primo minuto della ripresa: Santander viene lanciato verso la porta avversaria, lo ferma Dawidowicz. Giovanni Ayroldi, figlio d'arte classe 1991, corre verso l'area e decreta rigore per il Bologna ed espulsione per il polacco. Con gli emiliani già in vantaggio per 1-0, il possibile gol del raddoppio e la superiorità numerica avrebbero decretato la fine del match con circa 45 minuti d'anticipo. E invece la giustizia divina, fattasi carne nell'uomo-Var Mazzoleni, interviene in modo decisivo. Al monitor si scopre che l'arbitro, esordiente in Serie A, non ne aveva beccata mezza: Dawidowicz l'aveva presa nettamente col petto, e per di più fuori area. Tutto annullato. Un errore di gioventù che però poteva cambiare del tutto la partita. Andate a dirlo stasera ai tifosi del Verona che troppa tecnologia fa male al calcio…

Grazie anche al Var, dunque, l'Hellas pareggia una partita che nel primo tempo avrebbe meritato di perdere, ma che nella ripresa ha rischiato seriamente di vincere. Perché il Bologna, aggressivo per 45', a un certo punto non ne aveva più. Attenzione: per il ragazzi di Mihajlovic la solita grinta, certo, pressing alto e tanti contrasti vinti a centrocampo, ma anche molta qualità nel reparto offensivo. Quando Sansone, Soriano e Orsolini hanno avuto la palla tra i piedi si è sempre percepito che potesse succede qualcosa di importante da un momento all'altro, con Santander (preferito a Palacio) che d'altra parte ha fatto sentire la sua presenza in area tenendo in costante apprensione la difesa veneta. Peccato non aver retto, di testa e di gambe, fino alla fine. E occhio al nuovo acquisto dei felsinei, Nicolas Dominguez: 21 anni, buon recupera-palloni, discreto piede, mentalità offensiva. Non sarà Ibrahimovic per il Milan ma chi l'ha detto che il mercato di gennaio non offre, a volte, soluzioni decisive?

Riavvolgiamo il nastro, allora. Proprio quando, dopo aver sonnecchiato per un quarto d'ora, il Verona prova a sporgere timidamente la testa fuori dal guscio, viene punito. Solito calcio d'angolo velenoso di Orsolini, rimpallo in area e Bani la mette dentro: è il 19', e già un minuto dopo Soriano avrebbe la chance di raddoppiare. Per Juric sembra piovere sul bagnato quando Kumbulla, incaricato di occuparsi del guizzante Orsolini, al 25' è costretto a uscire per un colpo al volto: al suo posto il già citato Dawidowicz. Con Amrabat forse frenato da un'ammonizione incassata troppo presto (14') e Veloso decisamente in ombra, il Verona ha difficoltà a proiettarsi in avanti: ci prova Rrahmani di testa al 35', ma come in occasione del primo gol il Bologna al quel punto si riversa in attacco, come a voler punire l'affronto subìto (e sùbito). Stavolta è il palo a salvare gli ospiti, dopo un incredibile slalom in area di Sansone che fa tornare alla mente più acclamati numeri 10 - fosse entrato il pallone sarebbe venuto giù lo stadio -, mentre un minuto dopo Soriano impegna Silvestri da fuori. La ripresa inizia con l'episodio di cui sopra. Juric, allenatore e sciamano, interpreta giustamente il fatto come un segnale celeste, spronando i suoi ad assediare l'area avversaria, a costo di correre l'ovvio rischio di sbilanciarsi. I gialloblù non se ne troveranno pentiti.

Massimiliano Allegri ripete spesso che dal 60' in poi inizia un’altra partita: se ha visto Bologna-Verona ne risulterà vieppiù convinto. È infatti a quel punto che Juric butta dentro il nuovo acquisto Borini per Veloso, dando un chiaro segnale; contemporaneamente l'infortunato Sansone, tra i migliori in campo, è costretto a uscire per far posto a Musa Barrow, il quale stante la presenza dell'altro centravanti Santander è costretto ad adattarsi con qualche difficoltà in fascia destra. Sliding doors, ancora. Al 65' viene espulso proprio Bani, l'autore del gol, e allora è il Verona a trovarsi con un uomo in più, stavolta per davvero. Il Bologna scompare dal campo, mentre Amrabat e Zaccagni sembrano essersi tolti di dosso la polvere. Skorupski è costretto ai salti mortali al 72' su Di Carmine, poi sale in cattedra Fabio Borini: prima ci prova da fuori al 75', infine cinque minuti dopo infila di testa su cross di un imprendibile Lazovic. L'ex Milan non giocava da agosto 2019, ma non ha perso il killer instinct, e se gli fosse entrato quel tiro a giro diretto nel sette al 93' probabilmente il suo nome sarebbe già finito nel faldone dei rimpianti dei tifosi rossoneri, dopo una sola gara.

Sì perché il Verona alla fine ha provato a vincerla, e ha avuto le occasioni per farlo due volte con Lazovic, poi con Di Carmine, uscito al 90' per Pazzini. Sarebbe stata una sentenza troppo severa per il Bologna, che ora però non deve fare l'errore di nascondersi dietro l'alibi dell’uomo in meno: già prima dell'espulsione di Bani l'inerzia della partita sembrava visibilmente cambiata... Per chi alla vigilia si chiedeva se il Verona possa essere annoverato fra le sorprese di questo campionato dal "Dall'Ara" arrivano solo mezze risposte: se continuerà a concedere un tempo agli avversari come ha fatto oggi, sarà inutile puntare all'ultimo posto disponibile per l'Europa (che ora è a 4 punti). Però c'è il fattore Borini da valutare: se il buongiorno si vede dal mattino…

IL TABELLINO

Bologna-Verona 1-1 (primo tempo 1-0)
 

Marcatori: 20’ p.t. Bani (B), 36’ s.t. Borini (V)
 
Assist: 36’ s.t. Lazovic
 
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Bani, Danilo Mbaye; Schouten (24’ s.t. Poli), Dominguez (23’ s.t. Paz); Orsolini, Soriano, Sansone (18’ s.t. Barrow); Santander. All. Mihajlovic.
 
Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrhamani, Kumbulla (26’ p.t. Dawidowicz), Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso (17’ s.t. Borini); Lazovic, Zaccagni; Pessina, Di Carmine (45’ s.t. Pazzini). All. Juric.
 
Arbitro: Ayroldi di Molfetta.
 
Ammoniti:  14’ Amrabat (V), 25’ p.t. Zaccagni (V), 27’ p.t. Sansone (B), 35’ p.t. Bani (B), 10’ s.t. Schouten (B), 31’ s.t. Mbaye (B), 45’ s.t. Poli (B).
 
Espulsi: 21’ Bani (B).