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Antonio Conte ci crede ed è pronto a scommettere su di lui: "Ci auguriamo di aver visto in Borriello le stesse cose che abbiamo visto in Pirlo". Insieme al tecnico, la dirigenza della Juventus e anche la squadra (da Vidal a Matri, che hanno parlato in questi giorni) pensano che Marco Borriello possa essere l'attaccante giusto per completare l'attacco bianconero. 
 
Ora sta a lui, al bomber napoletano classe 1982, dimostrare di poter essere la punta di scorta perfetta per un attacco, quello della Juve, che finora ha fatto tanto gioco ma pochi gol (Matri 6, Vucinic 2, Quagliarella 1, Del Piero 0). E di non essere, invece, l'attaccante di scarto che prima il Milan e poi la Roma hanno lasciato partire (i rossoneri finora senza rimpianti, i giallorossi vedremo) dopo averlo fatto accomodare a lungo in panchina.
 
Perché la storia di Borriello, finora, è così. Tante squadre cambiate dal 2001 ad oggi (Triestina, Treviso, Milan, Empoli, ancora Milan, Reggina, Sampdoria, ancora Treviso, ancora Milan, Genoa, ancora Milan, Roma), un buon numero di gol (79 in 284 gare da professionista finora), ma anche un buon numero di panchine e di occasioni perse.
 
Sul suo blog, e su Calciomercato.com, Ivan Zazzaroni ha scritto di Borriello: "Credo di essere l’estimatore più convinto di Borriello che considero secondo soltanto a Di Natale: naturalmente nella hit delle prime punte italiane. Dice di essere il più bravo, ma non ne è convinto. Il giorno in cui lo sarà, non ce ne sarà per nessuno".
 
Ecco, per il nuovo attaccante della Juventus quel giorno è arrivato. Se non il più forte, Borriello adesso ha l'ultima occasione importante della sua carriera per dimostrare di essere uno dei più forti, e non uno che, dopo poco tempo, viene messo in panchina e poi scartato.