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Dopo la firma e l'ufficialità, per Mario Balotelli è stato il giorno della presentazione ufficiale. L'attaccante si è presentato a metà pomeriggio ai microfoni dei giornalisti presenti, rilasciando le prime parole da nuovo giocatore del Brescia: "Io e il presidente ci eravamo già incontrati, è nata questa scelta dopo aver parlato anche con Mino Raiola. Non è stato così difficile scegliere il Brescia".​

SULLE PAURE - "Ne avete più voi di me"

SUL BRESCIA - "Ho scelto Brescia, non ho pensato ad altro quando è arrivato l'offerta. Brescia può darmi tutto, è la squadra della mia città. E io al Brescia posso dare più che alle altre". 

SE HA SENTITO MANCINI - "Ci siamo sentiti per il compleanno, mi ha fatto gli auguri". 

SUI POST SOCIAL - "Quando io voglio pubblicare qualcosa, non ci penso, la pubblico. La gente scrive tante cose fastidiose, ci sono abituato: non posso piacere a tutti". 

SULL'EUROPEO - "Assolutamente sì, è un mio obiettivo". 

SUL RAZZISMO - "Non so cosa aspettarmi, mi auguro che non succedano cose successe in passato".

SULLE AVVENTURE ALL'ESTERO - "Calcisticamente sono cresciuto più all'estero che in Italia".

SULLA MAMMA - "All'inizio piangeva. Era contentissima. Mio padre era di Brescia, è sempre stato a Brescia, per lui sarebbe stato un sogno vedermi qui". 

SU UNA PARTITA CHE ASPETTA - "E' normale, il derby con l'Atalanta è bello. Non c'è da diversi anni, ma sono tutte belle". 

SE E' L'ULTIMA OCCASIONE - "No, io mi sento bene. Magari voi lo pensate...".

Ai microfoni di Sky Sport, invece, l'attaccante ha dichiarato: "Qui a Brescia ho sempre ricevuto affetto. In questi giorni sono stati fantastici".

SULL'AVVENTURA - "Sono carico, voglio giocare e in Francia penso di aver dimostrato la mia voglia. Ho avuto la sfortuna di avere questa squalifica di 4 giornate, la prendo come uno stimolo positivo per essere al 200% quando torno".

SULL'ITALIA - "Sono venuti qui perchè è la mia città, non posso paragonarla a nessun'altra squadra, ma anche per riprendermi la Nazionale. E' il mio obiettivo".

SUI COMPAGNI - "Siamo forti, molto forti. Con Mario sono più forti, riescono a rendermi più forte".

SULL'ESSERE LEADER - "Ci sono tanti tipi di leader: chi parla, chi trascina, chi fa gol. Io sono sempre stato un leader. Crescendo, ti responsabilizzi e hai più influenza su un gruppo. La gente fuori, come i giornalisti, mi hanno sempre visto come un matto, ma non sono stati in spogliatoio. Se chiedeste ai miei compagni, non troverete nessuno che mi odia".

ANCORA SULLA NAZIONALE - "Prima di Mancini, non dipendeva da me. Adesso dipende da me". 

foto: Instagram Brescia Calcio