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Il Brescia chiude l'anno 2010 in chiaroscuro. La gioia per la promozione avvenuta in giugno in serie A ha lasciato spazio all'amarezza per la un campionato di massima serie con soli 15 punti all'attivo in 17 giornate. Non certo un ritorno felice per la compagine del presidente Gino Corioni che, dopo un inizio scoppiettante nel quale addirittura si è parlato di Champions League, ha dovuto fare i conti con il grado differente di categoria e di compagini da affrontare. Nel mezzo di tutto ciò l'ennesimo cambio in panchina, un cambio dettato più dalle problematiche legate ai numeri e alla matematica che al cuore. Via il tecnico della promozione in serie A, vale a dire Beppe Iachini, e l'approdo di un nuovo allenatore con la caratteristica e l'etichetta di 'salva squadre' come Mario Beretta.

Un anno per certi versi unico, strano e a dir poco rocambolesco. Di questi tempi nella passata stagione si era a un passo dal baratro, dalla Lega Pro, con il Brescia che navigava in cattive acque. Iachini ha avuto il merito di plasmare una squadra a propria immagine e somiglianza riuscendo nell'impresa di arrivare ai play-off e vincerli, battendo niente meno che il Torino super favorito. Il tentennamento iniziale di questa estate di mister Iachini, se rimanere o andare dopo le critiche ricevute dal presidente, erano avvisaglie di problematiche che poi puntualmente si sono manifestate nel corso d'opera.

Iachini non aveva tra le mani la squadra che voleva, la sua squadra. Un Diamanti, uno Zebina e un Sereni non potevano essere abbastanza per far fronte a un campionato difficile e impegnativo come la serie A. Dati alla mano il Brescia è incompleto. Non è quindi una questione di allenatore ma una questione di organico. Eder è una scommessa non ancora vinta, giovani come Hetemaj sono la sorpresa ma ancora privi di quella malizia che serve per affrontare le grandi squadre e i grandi campioni. Al di la dei titolari più o meno inamovibili, la squadra pecca di uomini per così dire 'riserve', in grado di essere chiamati in causa a gare in corso e cambiare il vento delle partite.

Il mercato di gennaio della scorsa stagione in serie B regalò a Iachini due pedine fondamentali come Budel e Cordova dal Parma, giocatori di categoria superiore che si resero protagonisti di una metà stagione superlativa, contribuendo in maniera determinante alla promozione finale. Ci si augura che anche in questa stagione il presidente Corioni metta mano al portafoglio e regali a Beretta qualità e quantità in abbondanza, oltre che un bomber di concretezza e spessore dentro l'area di rigore. Tutto ciò ad oggi manca, ad oggi è un annata in chiaroscuro. La promozione non allevia le ferite di una B ancora vicina. Urge una sterzata, repentina quanto proficua, per tenersi stretta la categoria e gli introiti economici che ne derivano, per il bene del Brescia e della sua città.