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Il Brescia torna sulla terra e lo fa con un fulmine che colpisce direttamente il quartier generale delle rondinelle, il cuore della squadra, vale a dire l'allenatore Beppe Iachini. La terza sconfitta in altrettante gare, ultima quella con l'Udinese di domenica scorsa con gol di Corradi a dieci minuti dal termine, ha cominciato a far scricchiolare la panchina di mister Iachini. Non sono rumors o solite frasi da bar che si dicono in queste occasioni, ma la certificazione porta il marchio di fabbrica del presidente Gino Corioni. Frasi inequivocabili che non lasciano dubbi sull'umore del patron delle rondinelle, arrabbiato con il suo tecnico per come è stato gestito l'ultimo mese della sua squadra.

Corioni si dice stufo di ricevere solamente elogi e pacche sulle spalle senza poi uscire dal campo con i tre punti in tasca. Per il momento appaiono solo avvisaglie che Corioni ha voluto lanciare al suo allenatore, con la chiara intenzione di ottenere, di contro, un maggiore controllo sul gruppo e soprattutto più punti in cascina. Dal canto suo Iachini appare sereno e tranquillo, forte di un campionato sin qui comunque buono (Brescia che viaggia a metà classifica) e di una promozione ottenuta contro tanti scetticismi nel passata stagione. I numeri, dunque, per dormire sonni tranquilli, ci sono, anche se con Corioni al timone mai essere certi del posto in panchina. Lo sanno bene i vari Rolando Maran, Edy Reja, Mario Somma, Alberto Cavsin, Nedo Sonetti, Silvio Baldini e Serse Cosmi, spodestati della panchina del Brescia per mancanza di gioco, di spettacolo o per solo sfizi personali del presidente.

In questo senso ,come non ricordare l'avvicendamento di Rolando Maran dopo la vittoria per 3-0 netta contro il Modena e con le rondinelle in corsa per i play-off a undici gare dal termine? Avvicendamento voluto fortemente da Corioni stesso per vedere sulla panchina del Brescia il boemo Zeman, che fallì l'obiettivo play-off ottenendo una serie di risultati negativi che portarono il Brescia al decimo posto in classifica. Il precedente illustre, in questo caso, esiste ed è un precedente non di poco conto. A Beppe Iachini non rimane che fare una cosa sola: vincere e portare il Brescia in Uefa, solo così forse si potrà sentire al riparo da critiche e avvisaglie di esonero. Forse... perché a Brescia mai dire mai.