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Non è tutto rose e fiori ciò che sta crescendo nel verde prato del Brescia. Al di là dei pensieri d'alta classifica che continuano, dei punti persi e del primato mancato, la sconfitta di Bari porta con sé un bagaglio d'incertezze dettate dal turnover. Nella debacle pugliese ha inciso notevolmente la scelta di Iachini di tenere molti elementi titolari a riposo: rispetto all'undici di partenza sceso in campo contro Chievo e Roma (per altro vincente in entrambi i confronti) in Puglia l'allenatore ha optato per mandare in campo contemporaneamente dall'inizio gli esordienti Daprelà e Filippini oltre a Possanzini e Konè, rinunciando ai vari Caracciolo, Dallamano e Baiocco oltre all'infortunato Diamanti. Al di là del solo greco Kone, autore tra le altre cose di una prova maiuscola e un gol fantastico, il resto delle seconde scelte non ha per nulla convinto aprendo, di fatto, un bel dibattito sul valore reale delle seconde linee presenti in rosa.

Filippini e Daprelà sono apparsi ancora lontani da una condizione accettabile per esprimersi a buoni livelli, mentre Possanzini, pur dannandosi l'anima come sempre, non è mai riuscito a dare una sua impronta alla gara dimostrando anche una scarsa affinità con il brasiliano Eder. Detta così potrebbe sembrare una bocciatura senza attenuanti per coloro i quali hanno giocato a Bari in luogo dei presunti titolari, ma così non deve apparire. Con gli impegni ravvicinati che il campionato a volte pone, era giusto da parte di Iachini permettere a qualche giocatore di rifiatare ottenendo una domenica 'di riposo', dando oltremodo la possibilità a chi invece era sceso in campo meno nel corso della stagione di mettersi in luce. Così non è stato. Ad avvalorare questa tesi c'è un fatto importante su cui porre l'accento: la scelta di Iachini stesso di ritornare sui suoi passi durante la gara inserendo Caracciolo e Dallamano per Daprelà e Filippini, ridisegnando la squadra secondo una fisionomia più conforme a quella base. 

Svelato l'arcano mistero sulla sconfitta di Bari, bisogna ora concentrarsi sulle difficoltà patite dalla squadra. Proprio l'impossibilità del Brescia di potersi permettere un turnover massiccio privandosi in un solo colpo di troppe pedine fondamentali, giocatori in grado di mantenere alto il tasso tecnico, fisico e il grado di esperienza, è stato l'errore commesso. Pur con la grande determinazione che Possanzini e compagni hanno profuso sul campo, nella massima serie occorre possedere oltre alla voglia e alla determinazione gamba, qualità ed esperienza, cosa che non tutti hanno dimostrato di possedere. Una realtà provinciale neopromossa come il Brescia non può premettersi il lusso di pensare in grande e operare un turnover massiccio come invece possono fare le regine del campionato.

Pochi sono i ricambi e non tutti all'altezza e alla stessa stregua dei titolari, almeno in questa parte di stagione. Certo, è vero che essendo solo all'inizio la condizione di qualche elemento può solo che migliorare oltre al fatto stesso che all'appello mancano ancora giocatori del calibro di Zebina, Mareco, Budel e Vass, giocatori in grado di assicurare prestazione pari a quelle dei vari Bega, Cordova e Martinez. Una migliore preparazione fisica e il rientro degli infortunati di fatto incideranno in maniera positiva sulle prestazioni e sugli impegni delle rondinelle a patto che, se turnover dovrà essere, turnover massiccio non sia.