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Posticipo del turno infrasettimanale per il Milan, che affronterà domani sera a San Siro il Carpi: Cristian Brocchi vuole bissare contro gli emiliani il successo ottenuto all'esordio in panchina contro la Sampdoria, la squadra di Castori invece cerca punti importanti nella corsa salvezza. Tutte le dichiarazioni del tecnico rossonero nella conferenza stampa di vigilia, raccolte dall'inviato di Calciomercato.com.

Contro la Sampdoria aveva chiesto un 5%, questa volta cosa chiederà?
"Molto importante consolidare quel 5% e far vedere se era reale o no e cercare di raddoppiare, passare da quel 5 che era stato poi di più ad un 10%: ogni passo in avanti ti rimane dentro e deve portarci valori aggiunti da qui alla fine della stagione per ogni partita. In questi giorni c'è stato poco lavoro sul campo, ieri la squadra era ancora stanca ma abbiamo messo in campo concetti e richieste perché loro capissero cosa veniva proposto e perché: i ragazzi hanno fatto tutto bene come dall'inizio, spero di trovarli più riposati oggi".

Il Carpi è un doppio esame, tecnico-tattico e aspetto mentale viste le fatiche del Milan con le piccole.
"Classifichiamo i due esami: il primo è sicuramente mentale, perché il Milan deve avere coraggio nel suo DNA, la squadra deve affrontare la partita di domani con la consapevolezza di dover essere protagonista assoluta, non deve avere alibi. L'unico pensiero è che da oggi a fine partita l'unico obiettivo è quello di prepararsi ad affrontare una battaglia, difficile se non preparata mentalmente in modo giusto o semplice se affrontata con il piglio mostrato contro Juve e Sampdoria. Sono molto contento dell'atteggiamento avuto da martedì a ieri dai ragazzi, sono motivati e vogliosi e questo mi fa stare tranquillo, in campo poi non ci vado io ma devo accompagnarli nella consapevolezza di dover affrontare le partite con mentalità vincente, con voglia di essere protagonisti perché questo genera postività".

Esame sul piano tattico.
"Ogni partita tendo a dare pochi obiettivi ma chiari, con la Samp sono stati fatti e domani chiederò altri due semplici obiettivi che dirò a loro e poi dopo la partita vi rivelerò se sono stati portati a casa. Se faranno come con la Samp ci toglieremo soddisfazioni".

Ipotesi Boateng trequartista e Bonaventura mezzala.
"Se guardiamo il calcio dal punto di vista di sistemi di gioco, posizioni ed essere legati a quest'idea ognuno può dire la sua, nel mio modo di vedere il calcio non ci sono posizioni fisse, soprattutto nei ruoli di centrocampo i giocatori devono essere interscambiabili: questo permette di mettere in risalto le qualità e non dare punti di riferimento agli avversari. In rosa ci sono giocatori che hanno queste qualità, devono solo crederci e seguire le mie indicazioni. Non possiamo parlare di caratteristiche dei giocatori se non ci sono in rosa giocatori senza qualità, a me non piace il trequartista statico ma che sa svariare e andare a trovarsi lo spazio, l'importante è che abbia un pensiero offensivo e non difensivo. Boateng? Può dare una personalità importante, da martedì ha dimostrato grande voglia di mettersi in mostra e dare un contributo alla causa e come lui tanti altri: sono contento di arrivare al giorno prima della partita con tanti giocatori in testa, vuol dire che hanno capito che possono avere opportunità. Creare uno zoccolo duro è importante per me e poi avere giocatori che possono darmi alternative importanti".

Le condizioni di Bertolacci.
"Ha avuto un risentimento muscolare modesto e non sarà convocato domani, valuteremo nei prossimi giorni quanto tempo ci vorrà per il recupero".

Ha trovato la chiave giusta per Balotelli?
"Con Mario come con altri giocatori ho provato a conoscerli e a farmi conoscere, questo è importante: ogni giocatore ha il suo io, ho bisogno di guardare il loro ego e capire cosa possono darmi, cosa posso dare io a loro e come mettere le loro caratteristiche al servizio della squadra. Per creare un gruppo vincente non puoi pensare di togliere qualità ai ragazzi o cambiare la loro personalità, ma devi mettere le loro qualità al servizio della squadra. Balotelli è un ragazzo diverso rispetto a quello che ha fatto trasparire all'esterno, quando ti guarda negli occhi ha qualcosa di vero e di profondo e questo mi piace: lo sguardo dice molto, io percepisco cose positive quando mi parla".

Ha sentito il presidente Berlusconi?
"Dopo la partita, era contento per la vittoria: non è entrato nell'aspetto tecnico/tattico, mi ha solo detto di continuare a lavorare con i miei pensieri".

Netto cambiamento tra primo e secondo tempo, squadra più libera mentalmente? E ci sarà qualche cambio di formazione?
"I giorni di recupero saranno buoni per far sì che chi ha giocato domenica possa giocare anche domani, è più un discorso per lunedì. La mia preoccupazione è capire e mettere in campo una squadra che per interpreti abbia le caratteristiche che mi servono per giocare in una certa maniera".

Calendario abbastanza favorevole, quanto è importante sistemare la classifica e poi concentrarsi sulla Coppa Italia?
"Sicuramente sarebbe importante e un valore aggiunto, ma in questo momento non posso permettermi di pensare solo alla finale di Coppa Italia: sarà il raggiungimento di un lavoro iniziato martedì scorso e che passa attraverso settimane di lavoro che vanno sfruttate per migliorarsi sempre di più. Quella di domani sarà una prova importante per il gruppo, ha perso tanti punti con le piccole: deve dare una svolta, deve avere coraggio e voglia di vincere".

Quali erano i piccoli obiettivi soddisfatti con la Samp?
"Ad esempio la reazione a palla persa, la squadra cercava subito il recupero e non si metteva all'indietro, questa è una situazione di gioco vitale perché può capitare di sbagliare e perdere un pallone ma non può capitare di fermarsi e non rincorrere l'uomo".

Sulla cessione della società.
"Sul fatto che io sia stato così tanto a contatto col presidente si dice all'esterno, la realtà poi non è così. Berlusconi ha voluto puntare su di me per il percorso che ho fatto, non so niente dei discorsi societari perché non sono stato scelto per fare il manager, il ds o l'aiuto del presidente, l'unica cosa che posso dire è che Berlusconi ama il Milan in maniera esponenziale, glielo si legge negli occhi ogni volta che ne parla e la sua volontà è sempre portare il Milan in alto e fare il bene del Milan".
Si è abituato a lavorare con la pressione di avere poco tempo?
"Non sento ansia, paura, sono molto sereno e tranquillo, ho un obiettivo importante che è quello di portare la squadra a raggiungere traguardi e aiutare un gruppo di ragazzi che dal punto di vista morale ha qualcosa di importante che deve riuscire a tirare fuori a pieno, ho il dovere anche di far tornare il Milan a giocare un certo tipo di calcio, quello che ci ha insegnato la storia. Il tempo a disposizione è poco, normale che tutto cambi ma deve bastare e sto lavorando ogni minuto per far dare una svolta ai giocatori e la prima che devono dare è mentale, andare in campo con una mentalità vincente".

Il centrocampo del Milan come il centrocampo dell'Italia 2012?
"Sì come idea, poi come interpretazione bisogna guardare anche le caratteristiche dei giocatori a disposizione: alcuni possono giocare più avanti e non hanno caratteristiche per agire davanti alla difesa, ma una delle cose più importanti su cui lavoro è l'occupazione degli spazi, è importante saper occupare il campo e quando miglioreremo in questo migliorerà la qualità del gioco".

Possibile l'esordio di Locatelli?
"Secondo voi non è un mio tra virgolette punto di partenza l'avere la voglia di far esordire un ragazzo che mi ha dato soddisfazioni nel settore giovanile e sta facendo vedere a tutti che ha grandi qualità. Sono uno di quelli che lo conosce di più e gli voglio bene, sta a me capire quando sarà il momento giusto, quando sarà nelle situazioni ideali di meterlo in campo".

Quanto è difficile cambiare la mentalità in fase di impostazione in così breve tempo?
"Logicamente hai bisogno di lavorare, farlo e far conoscere, in questi giorni abbiamo avuto poche ore. Il mio focus ora è più su altro che sulla costruizione da dietro, ma è una cosa che non puoi fare in pochi allenamenti, richiede interiorizzazione di certi concetti".

Sui quaranta giorni di lavoro.
"Abbiamo bisogno di una settimana tipo di lavoro, ogni giorno con obiettivi e focus diversi dal giorno dopo. Il primo giorno lavoro sulla costruzione, poi difensiva, poi gestione e così via per poi mettere tutto insieme. La speranza è che in poco tempo si riesca a intravedere qualcosa di bello e importante".

Honda è un trequartista moderno?
"Avrà sicuramente le sue chance si sta allenando bene come tutti. Chi ha visto non può trovare un giocatore che non mi stia danto quello che chiedo. Logicamente non si può far felici tutti, almeno inizialmente questo è un po' un problema, la speranza è che si possa fare meglio di partita in partita e avere la possibilità di provare tutti i giocatori. Keisuke mi sta dando tanto".

Quanto conta la sua esperienza da 'riserva'?
"E' una questione di mentalità, ero così anche quando non ero al Milan e nonostante questo interpretavo sempre gli allenamenti al 100%, anche quando non ero al top davo il massimo delle mie possibilità. La mentalità vincente ti porta a lavorare sempre col piglio giusto e se tu non hai un obiettivo da conseguire fai fatica ad ottenerne. Vanno aiutati i giocatori che trovano meno spazio ad affrontare gli allenamenti con lo spirito giusto e a farsi trovare pronti quando capita l'occasione: io mi facevo trovare pronto, sempre, nonostante la delusione per non giocare".

L'importanza di una figura come Abbiati in spogliatoio.
"E' un amico ed è normale che appena finita la partita il primo abbraccio sia stato con lui: la mia emozione era da dividere e a lui sono legato extracalcio. L'importanza sua all'interno dello spogliatoio del Milan è chiara per tutti e lo è sempre stata, parliamo poco quando siamo qui, lui non è solito venire da me a dare consigli: sa quello che deve fare e cosa è necessario per il bene della squadra, non c'è bisogno che uno dica cose all'altro".

C'è un titolo per i primi otto giorni di Brocchi al Milan?
"Entusiasmanti, ripeto la stessa cosa detta all'inizio".

Su Calabria e Mauri.
"Mauri è incredibile, mi rivedo in lui: gli ho fatto i complimenti e non faccio promesse come a nessuno, ma mi sta piacendo il suo atteggiamento e il suo modo di allenarsi. Calabria è in un momento di difficoltà, non è quello che ho lasciato: questi mesi lo hanno intristito ma riuscirà sicuramente a ritrovare il suo smalto e la sua energia. Ci sono pochi giorni ma mi darà qualcosa di importante".

Ancora su Honda.
"Sono sicuro che si farà trovare pronto, ci sta dimostrando grande voglia e volontà, lui come tanti altri mi sta mettendo in difficoltà per quanto riguarda la formazione titolare e per le sostituzioni a partita in corso".